Arrestato per aver rubato un Rolex e chiesto soldi per la restituzione, la parte offesa: “Non ci fu alcuna avances sessuale”

L'avvocato difensore dell'ingegnere della Regione, vittima del Ferro, chiarisce la posizione del suo assistito

L’avvocato Antonio Chiarella, in qualità di avvocato difensore della parte offesa, in ordine all’arresto di Stefano Ferro, che, secondo l’accusa avrebbe rubato un Rolex al suo assistito per poi chiedergli 8.000 euro  per la restituzione, precisa quanto segue rettificando le dichiarazioni rese pubbliche dal difensore del Ferro, avvocato Saverio Loiero. 
“in relazione all’arresto di Stefano Ferro ai gravi fatti-reato in cui è coinvolto, nella mia qualità di difensore della parte offesa, smentisco recisamente che il mio assistito abbia mai proposto all’indagato avances sessuali o profferte di analogo tenore”.

Trattasi di colossali e vergognose menzogne di cui l’interessato dovrà rispondere in sede penale, finalizzate esclusivamente ad alleggerire la propria posizione processuale. Il mio cliente è stato vittima di una brutale rapina e di una estorsione consumata in flagranza di reato, sui quali, dunque, c’è poco da obiettare e commentare.

La concessione degli arresti domiciliari trova esclusivamente la propria ragione nella valutazione delle esigenze cautelari e non sposta di un millimetro la gravità indiziaria a carico dell’indagato, ben sorretta da imponenti e indiscutibili corredi probatori”