Corte dei Conti, condannato il dirigente Zito: ha auto valutato la propria performance

Si è attribuito un punteggio elevatissimo conseguendo la massima indennità di risultato

Da una segnalazione di danno erariale arrivata alla fine di alcuni  procedimenti penali avviati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro a carico di dirigenti della Regione Calabria si è arrivati alla condanna di Bruno Zito, attuale dg del dipartimento “Organizzazione e Risorse Umane”; condannato però per fatti risalenti ai suoi incarichi nel corso della legislatura di Giuseppe Scopelliti.

In sostanza la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha attestato come un “Dirigente generale reggente abbia provveduto ad (auto)valutare la propria (pregressa) performance di Dirigente di Settore per due distinte annualità (il 2011 e il 2013) attribuendosi un punteggio elevatissimo e, dunque, conseguendo la massima indennità di risultato”.

Il che tradotto, in parole povere, significa che il manager si è era valutato da solo e, quindi, “premiato”.

Più in dettaglio, dalla lettura degli atti di causa emerge che il dirigente ha ricoperto, fino all’ottobre 2013, l’incarico di Dirigente di Settore e che dal 16 ottobre 2013 ha, altresì, ricoperto l’incarico di Dirigente generale ad interim del Dipartimento omississ della Regione Calabria, cumulando pertanto le due posizioni.

Ciò che si contesta è che, nella qualità di Dirigente generale reggente, abbia provveduto ad (auto)valutare la propria (pregressa) performance di dirigente di settore per due distinte annualità (il 2011 e il 2013) attribuendosi un punteggio elevatissimo e dunque conseguendo la massima indennità di risultato.

Precisamente, in data 15 luglio 2014 il professionista, rivestendo le funzioni di Dirigente generale vicario del Dipartimento, ha sottoscritto la scheda di valutazione afferente alla propria performance realizzata quale Dirigente del Settore del Dipartimento per l’anno 2011, attribuendosi un punteggio pari a 98/100 e percependo così la liquidazione dell’indennità di risultato al 100%, pari ad € 20.889,21, liquidata con apposito decreto.

Successivamente, il 20 maggio 2015, sempre in qualità di Dirigente generale vicario del Dipartimento, il manager  ha sottoscritto anche la scheda di valutazione afferente alla propria performance realizzata quale Dirigente del Settore per l’anno 2013, limitatamente a dieci mesi, attribuendosi un punteggio pari a 98,50/100 e quindi percependo l’indennità di risultato al 100%, pari ad € 10.862,50.

Al contrario, la valutazione della performance del dirigente, nei due mesi del 2013 in cui ha svolto le funzioni di Dirigente generale vicario è stata compiuta dall’OIV della Regione Calabria e recepita dalla Giunta Regionale, attribuendo al professionista in questione un punteggio di 71,34/100.

La materiale corresponsione delle somme che la Procura assume indebitamente percepite (€ 20.889,21 per l’anno 2011 e € 10.862,50 per l’anno 2013) è provata, in atti, dai prospetti delle competenze  dei mesi di luglio 2014 e febbraio 2016.