Le Terme della Calabria e la loro “Via dell’Acqua”

Illustrate le azioni messe a punto dalla giunta Santelli in favore dei sistema termale regionale dalle grandi opportunità ma in storica difficoltà

Ci sono sei aziende termali in Calabria. Due sono di proprietà pubblica: la Terme della Sibaritide a Cassano è regionale, quella di Galatro è, da poco, comunale. Le restanti quattro sono ad azionariato privato, tutte con un discreto pedigree alle spalle, una, quella di Caronte a Sambiase viene data per nata già nel 1716; le altre, Antonimina-Locri, Spezzano Albanese, Terme Luigiane di Guardia Piemontese, prese a sé possono vantare peculiarità specifiche ambientali, storiche e terapeutiche, queste ultime legate alle particolarità minerali delle loro acque o dei loro fanghi. Tutte insieme situate lungo una via che parte da lontano, disseminata da suggestioni greco-romane, che Jole Santelli, giustamente, e d’accordo con le proprietà termali, ha voluto riunire sotto l’unico marchio di “Terme di Calabria – Via dell’acqua” che, se non può promettere quanto la più altisonante “Via della seta”, certo potrebbe avere le sue chance. In termini economici, e anche sul versante sanitario, considerata la duplice valenza, turistica e curativa, delle sue vocazioni alle quali, per completezza, dovrebbe essere affiancata una terza, quella estrattiva mineraria.

Terme Santelli

“Abbiamo messo in rete le Terme storiche della Calabria sotto il simbolo ‘Le vie dell’acqua’ e impegnato la somma di 1,6 milioni di euro distribuita in due bandi, uno sulle prestazioni e l’altro sugli adeguamenti strutturali anti Covid. È un altro impegno mantenuto da questa Giunta a sostegno del sistema turistico calabrese”.

È stata la stessa presidente della Regione Jole Santelli a dirlo nel rivolgersi ai rappresentanti delle Terme storiche della Calabria all’incontro con la stampa che si è svolto nella sede della Cittadella, presenti quasi tutti gli assessori regionali, appena usciti dall’ultima riunione di Giunta.

“Le Terme della Calabria – ha sottolineato Santelli – hanno dei primati a livello europeo per le loro peculiarità, tra cui la qualità delle acque, ma soprattutto raccontano la storia millenaria della Magna Grecia. Immaginiamo una promozione diffusa proprio per raccontare queste peculiarità. Il lavoro di squadra ci ha consentito di essere qui oggi per dire che abbiamo mantenuto l’impegno assunto circa un mese fa con i gestori degli stabilimenti termali. Dietro un simbolo può nascere un’identità. Anche questo contribuirà a rendere la Calabria una terra normale”.

Soddisfatti delle azioni intraprese i rappresentati delle Terme, per il metodo di ascolto e per la celerità delle decisioni assunte, parlando di “distanze che finalmente si annullano tra le aziende Termali e la Regione”.

Se sinceramente avvertiti o solo di circostanza, questi plausi, saranno solo i prossimi mesi a svelarlo. Perché la storia del termalismo calabrese è lunga perlomeno quanto quella della Regione come istituzione, ovvero datata cinquant’anni, se si considera che non c’è stata legislatura regionale che non sia intervenuta in favore delle Terme, adottando interventi e finanche Piani per il termalismo che, a giudicare dai risultati e dalle lagnanze fatte circolare prima di questo ultimo incontro al dodicesimo piano della Cittadella non hanno prodotto tangibili risultati. Appena pochi mesi fa, ad aprile, i rappresentanti delle Terme, in coincidenza con la fase acuta della crisi Covid, avevano presentato il loro quaderno di perdite in termini di movimento – annullato  -, di fatturato – crollato -, e in termini finanziari, richiedendo a proposito un anticipo di cassa sul bugdet regionale 2019 forte di oltre sei milioni di euro.

Di questo ultimo particolare in conferenza i titolari delle strutture termali non hanno ritenuto di rinverdire il ricordo, nonostante le evidenze di stampa, probabilmente soddisfatti delle misure santelliane che, al momento, constano di 800 mila euro, 130 mila per struttura, per prestazioni sanitarie ante Covid e 700 mila per gli adeguamenti strutturali in funzione anti Covid.