‘Ndrangheta: Rinascita-Scott, 452 imputati in udienza

Gratteri: la colpa è di tutti noi

E’ frutto di sei anni di indagini il maxi processo “Rinascita-Scott”, scaturito dall’omonima operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro, la cui udienza preliminare si e’ aperta stamane nell’aula bunker del penitenziario di Rebibbia. Si tratta, come ha piu’ volte sottolineato il procuratore capo Nicola GRATTERI, dell’inchiesta per mafia piu’ imponente mai portata a termine in Italia dopo il maxiprocesso istruito a Palermo contro Cosa Nostra da Giovanni Falcone. Erano 456 le persone per le quali era stato chiesto il processo, ma, dopo l’ammissione al giudizio immediato di 4 imputati (fra i quali l’ex senatore Giancarlo Pittelli, l’ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo, l’imprenditore Mario Lo Riggio e l’avvocato Giulio Calabretta) l’udienza preliminare riguarda ora 452 imputati. Un’indagine condotta sul campo da carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo e dai Ros di Catanzaro e Roma, coordinati dal procuratore Nicola GRATTERI e dai pm Camillo Falvo (nel frattempo divenuto procuratore di Vibo), Antonio De Bernardo, Andrea Mancuso e Annamaria Frustaci.

GRATTERI: LA COLPA E’ DI TUTTI NOI

“La colpa e’ di tutti noi uomini delle istituzioni che non abbiamo preso con la dovuta serieta’ e rigore quello che e’ accaduto sotto i nostri occhi per decenni”. Sono le parole del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, arrivato questa mattina all’aula bunker di Rebibbia, dove ha inizio oggi la prima udienza preliminare dell’inchiesta Rinascita-Scott, con 456 imputati; si tratta della piu’ grande indagine complessiva sulla ‘ndrangheta mai realizzata, e per questo paragonata spesso al maxi-processo sulla mafia siciliana. Dieci le udienze in calendario nel penitenziario romano, in attesa che si costruisca un’aula bunker a Lamezia Terme. Gratteri – parlando con Tg1 e Tg3 – ha anche fatto riferimento all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Salerno nei confronti dell’ex presidente della Corte di assise di Catanzaro, Marco Petrini, magistrato
sott’inchiesta per corruzione in atti giudiziari, (avrebbe aderito ad una loggia massonica e avrebbe rivelato informazioni riservate): “Ho visto quello che fa la procura di Salerno: e’ un segnale che si innesta col processo di oggi e con gli altri gia’ celebrati”, ha sottolineato Gratteri, visto che Rinascita-Scott e’ il processo di ‘ndrangheta con “la piu’ alta percentuale di colletti bianchi e uomini dello Stato infedeli”. Il procuratore di Catanzaro ha anche rigettato le accuse di ‘manettaro’ che qualcuno gli ha fatto: “E’ perfettamente chiara questa campagna di delegittimazione nei confronti della procura di Catanzaro, perche’ hanno capito perfettamente che io sono solo la punta avanzata di una grande squadra che ha spalle larghe e nervi d’acciaio e che sicuramente non fara’ falli di reazione”, ha concluso.

‘Ndrangheta: Gratteri,indagine “Rinascita” e’ pietra angolare

“Questa indagine e’ una pietra angolare nella conoscenza della ‘ndrangheta e di questa nuova frontiera” del crimine di matrice calabrese che si serve dei “colletti
bianchi” per gestire il potere. Lo ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, questa mattina arrivando nell’aula bunker di Rebibbia, a Roma, dove si tiene la prima udienza preliminare dell’inchiesta “Rinascita-Scott”, con 456 imputati, fra i principali esponenti dei clan di Vibo Valentia e di altre ‘locali’ della Calabria. Il calendario delle udienze prevede almeno 10 appuntamenti nell’aula bunker del penitenziario romano in attesa che venga ultimata una struttura simile a Lamezia Terme, nell’ex area industriale.  Il procuratore capo di Catanzaro – parlando con il Tg1 e il Tg3 – ha sottolineato come “in questo processo c’e’ un’altissima percentuale di colletti bianchi e di quella che si definisce ‘zona grigia’, fatta di molti professionisti e uomini dello Stato infedeli che hanno consentito a questa mafia di pastori, caproni e gente rozza, con la forza della violenza e dei soldi della droga, di entrare mani e piedi nella pubblica amministrazione e nella gestione della cosa pubblica”.  Per numeri e imputati, e per la sua valenza, l’indagine, Rinascita-Scott e’ stata associata al primo maxi-processo della storia delle inchieste di mafia, celebrato all’Ucciardone di Palermo: “Non mi accosto a quei grandi uomini che sono stati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – ha affermato Gratteri – ma questo e’ uno step di un disegno nato il 16 maggio del 2016, quando mi sono insediato alla procura di Catanzaro. Da quel giorno, insieme ai miei collaboratori, abbiamo pensato di costruire questa tipologia di indagine, non con pochi indagati, ma che abbia l’intento di spiegare il disegno unitario di questa ‘ndrangheta asfissiante, che davvero toglie il respiro e il battito cardiaco alla gente”.