Famiglia marocchina da giorni vaga senza avere sistemazione, il posto ci sarebbe ma gli uffici preposti dicono “no”

L'avvocato Bruno: "La loro presenza a Catanzaro è stata regolarizzata, ma la burocrazia non riesce a trovare una soluzione abitativa"

Una famiglia come tante che arrivano in cerca di un futuro migliore. Poche cose nelle improvvisate valige che pesano solo della speranza che, lontano da quelle terre di guerra e fame, possa andare un po’ meglio. Ma lontano da quelle terra di guerre e fame, c’è certamente l’opportunità di pensare ad una vita migliore, ma anche un mostro che si chiama burocrazia, che della speranza, e non solo per chi arriva da lontano, è il nemico numero uno.

E così capita che una famiglia marocchina, arrivata a Catanzaro, dopo tanto girovagare, sia riuscita a regolarizzare la sua posizione con gli uffici competenti, ma al momento di trovare una sistemazione adeguata i tentacoli di quel mostro chiamato burocrazia si allungano e soffocano. Una struttura privata di Sellia Marina infatti si era detta disponibile ad offrire un tetto a marito, moglie e piccolo, ma trattandosi di una struttura convenzionata con la Prefettura, dagli uffici dell’amministrazione è arrivato un secco diniego all’accoglienza di questa famiglia. Il risultato è che i tre in questi giorni stanno dormendo in luoghi di fortuna, cercando riparo dove è possibile soprattutto tenere al sicuro il bimbo.

A sposare la causa l’avvocato Raffaele Elio Bruno che chiede alle istituzioni un provvedimento urgente che dia sostegno ad una giovane e al loro bambino.  Non è una versione moderna della storia della famiglia di Nazareth, non c’è un Messia, e neanche un bue ed un asinello, ma tutti sperano che compaia al più presto,  in questo cielo di fine estate una stella cometa che, come accadde milioni di anni fa, illumini la mente e le azioni degli uomini.