I Quartieri: Catanzaro a saldo zero sulle politiche giovanili

Se questo è il dato di come la città di Catanzaro indirizza le sue risorse anche in termini di prospettiva futura sul piano educativo e di formazione delle nuove classi dirigenti, c’è veramente da stare poco allegri

Catanzaro è una città a saldo “zero” in tema di politiche giovanili. I dati ISTAT diffusi da Openpolis, in Italia nel 2019 l’11% dei giovani di età compresa tra i 14 e 24 anni ha partecipato ad attività in associazioni di volontariato, mentre il 3,5% ha partecipato in associazioni non di volontariato. Lo stesso trend si evidenzia nella fascia di giovani tra 25 e 34 anni.

Dalla lettura dei dati di Openpolis – si legge in un comunicato de I Quartieri – quello che emerge in modo preoccupante è che il comune di Catanzaro si attesta ormai da anni ad un saldo zero in tema di politiche giovanili, mentre altre realtà comunali, molto vicini al capoluogo di regione, riescono ad evidenziare dati di bilancio in termini pro-capite di spesa di €.87,78 come Simeri Crichi e di €.67,54 del comune di Cortale.

La tanto decantata solidità di bilancio del comune di Catanzaro- prosegue I Quartieri a firma di Antonio Nisticò –  si scontra con l’evidenza dei dati, ma in particolare apre una seria riflessione in ordine a come vengono destinate le risorse cittadine, la cui conoscenza diventa un valore di condivisione, anche perché si impone un ragionamento ampio sui dati in negativo rispetto alle politiche giovanili, che crea preoccupazione in ordine anche a fenomeni di povertà educativa. C’è un deficit evidente di conoscenza e di comprensione in riferimento alla destinazione dei fondi del bilancio comunale, anche perché guardando i dati consolidati del 2018, a fronte di una spesa di €.1.458.133,00 (€.16,25 pro-capite) sul capitolo “politiche giovanili, sport e tempo libero” il saldo per le politiche giovanili è sempre zero, mentre le spese per gli organi istituzionali raggiungono il dato pro-capite di €.18,66 per una spesa complessiva di €.1.674.421,00. Stessi dati imbarazzanti a saldo zero sono quelli per “cooperazione e associazionismo”, “interventi per gli anziani” ed “istruzione universitaria”, sempre dati di bilancio 2018.

Se questo è il dato di come la città di Catanzaro indirizza le sue risorse anche in termini di prospettiva futura sul piano educativo e di formazione delle nuove classi dirigenti, c’è veramente da stare poco allegri. Eppure la nostra città ha una tradizione ed un tessuto importante in termini di associazionismo e di volontariato, quello che a tutti gli effetti resta una risorsa, come sempre dimenticata. La dimenticanza che negli ultimi anni ha lasciato nella polvere le politiche dello sport, da sempre in grande simbiosi e sintonia con quelle giovanili, depauperando una storia consolidata ed un patrimonio, anche strutturale, che era motivo di prestigio nella gestione dell’Amministrazione Comunale, nonché fucina educativa delle nuove generazioni.

Siamo insomma all’anno zero, oltre che al saldo negativo, in termini educativi a Catanzaro, tanto che necessità una seria riflessione sulle singole capacità di gestione politico-amministrativa, ma in particolare anche in termini di rilancio e recupero delle dotazioni finanziarie e strutturali presenti in città, dove giusto per fare un esempio, la “Valle dei Mulini” al netto delle motivazioni addotte, non può restare un esempio di civiltà smarrita, ma ha bisogno con urgenza di un recupero e di una destinazione tangibile per il bene della comunità catanzarese. Lo stesso discorso che si dovrebbe applicare in termini tempestivi e con una agenda di serietà a tutto quello che attiene al mondo delle politiche giovanili, che merita una progettualità ed una prospettiva per il futuro della stessa città di Catanzaro.