Contrattopoli: “Aiello colpevole, ha agito per portare l’Fc Catanzaro al fallimento”

I giudici: "I giocatori non avevano alcun interesse a far fallire la società"

Ventisette pagine di motivazioni scritte dai giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro, presidente Alessandro Bravin, spiegano la sentenza del 17 luglio 2019 di  ventuno assoluzioni e una condanna per 22 imputati, accusati di bancarotta fraudolenta coinvolti nel ciclone giudiziario “Contrattopoli” sui presunti illeciti commessi nella gestione dell’Fc Catanzaro. Nessun dolo da parte dei calciatori che “hanno agito per interesse economico e non potevano avere interesse al fallimento”. Scagionati , quindi, tutti i calciatori, tra cui Ciccio Corapi attuale capitano dell’Uesse e lo staff tecnico (allenatore Ze Maria) e staff dirigenziale (Ds Malù). Assolti invece perché il fatto non sussiste  il procuratore speciale Filippo Catalano,  l’amministratore unico Pasquale Bove, l’ex procuratore speciale Giuseppe Soluri. Operazioni effettuato con dolo, invece, per Antonio Aiello, presidente del sodalizio nel 2010, che sperando nella promozione della squadra aveva optato per una“sorta di scommessa, guardando al risultato sportivo quale potenziale volano per la ripresa economica della società” aumentando il budget degli stipendi nonostante sapesse che da lì a poco ci sarebbe stata una ricapitalizzazione per l’inserimento di Tribuna Gianna. Per i giudici quei rinnovi contrattuali hanno integrato operazioni dolose per l’assetto economico dell’impresa e hanno concorso a condurre l’Fc al fallimento. Aiello fu condannato a a 2 anni di reclusione, con pena sospesa, due anni di interdizione dall’attività imprenditoriale e risarcimento spese alla curatela.