Speculazione ed illecito guadagno sul desiderio delle donne di diventare madri, nei guai i pezzi da novanta del reparto di Ginecologia del Pugliese

Avviso di conclusione indagini per sei professionisti

Speculare su quel desiderio di avere un figlio. Al punto da dirottare le pazienti su cliniche private. Sono queste le accuse, tutte da verificare ovviamente, che pesano per ora sull’attività di pezzi da novanta del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’azienda ospedaliera Pugliese –Ciaccio di Catanzaro.

Il sostituto procuratore Chiara Bonfadini ha coordinato le indagini dei militari della Guardia di Finanza che hanno verificato, a carico degli indagati, le ipotesi di abuso d’ufficio, falsità ideologica e truffa.

A vario titolo e per differenti capi di accusa risultano indagati: Fulvio Zullo, 60 anni e direttore del dipartimento universitario di Ostetricia e ginecologia, Roberto Noia, 50 anni dirigente di I livello dello stesso Ospedale, Menotti Pullano 65 anni medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, Andrea Cosco, 59 anni medico specialista, Saverio Miceli 62 anni medico specialista e Roberta Venturella, 36 anni, responsabile del Centro di procreazione assistita avviato nell’ospedale Pugliese.

La vicenda parte dagli accertamenti fatti dagli investigatori sulle attività professionali pubbliche degli specialisti.

In particolare 177 future mamme sarebbero state indirizzate esplicitamente in due strutture campane riconducibili a Zullo.

Per questa ipotesi di reato sono indagati lo stesso Zullo e la responsabile del Cpa del “Pugliese”, Venturella, che con il loro operato avrebbero procurato un ingiusto vantaggio alle cliniche e indirettamente allo stesso professionista, per euro 719.482,74.

Non solo, secondo quanto riportato nell’avviso di conclusione indagini, controfirmato dal Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri,  datato 29 giugno 2020 Zullo dovrà rispondere anche di falsità ideologica. In particolare il 23 marzo del 2012 il professionista ha certificato nel registro dell’università Magna Graecia di aver esaminato alcuni studenti dalle 9.30, ma lo stesso giorno risultava contestualmente presente all’Ospedale. Lo stesso accadeva il 14 giugno e il 5 luglio dello stesso anno. Doppie presenze anche nei mesi a seguire quando il professionista certificava contestualmente al presenza a Villa Serena e al Pugliese Ciaccio. Un sistema, che secondo quanto riportato nell’avviso di conclusione indagini, è durato fino al 2017.

Gli altri specialisti coinvolti, così come lo stesso Zullo, dovranno rispondere d’abuso d’ufficio per aver attestato il falso nelle prescrizioni di piani terapeutici, o per pazienti che non avevano effettuato regolare accesso al reparto, o certificando la presenza di patologie rientranti tra quelle che consentono la prescrizione gratuita dei farmaci, creando così un danno all’amministrazione,