In ricordo di Tonino Cosentino, geniale e umile maestro pasticciere

'La sua battaglia quella di dimostrare che a Catanzaro possono nascere grandi cose dalla creatività e dalla laboriosità dei catanzaresi'

Più informazioni su

Qui a seguire il ricordo di Tonino Cosentino nelle parole di Franco Cimino

“Avrei dovuto capirlo ieri, quando recatomi alla cassa per pagare non avevo riconosciuto la signora Gisella. Non le potevi vedere il viso perché aveva la testa piegata sulla tastiera e, prima, sulle vetrina da cui prendeva dolci e gelati per confezionare guantiere e vaschette per i clienti. Si intuiva, però, che stesse male o fosse molto stanca o arrabbiata, per quanto da una donna tanto fine e gentile, forza anche questa attrattiva di crescente clientela, non ti aspetteresti questo atteggiamento. C’era tanta gente ad aspettare, ma ciò che mi blocco nel domandare fu quella chiusura impenetrabile e quegli occhi non visibili. Di questa mia impotenza, quasi da insensibilità, me ne vergogno parecchio, anche perché contrasta con il mio carattere aperto e solidale. Ma come avrei potuto capire che mille pugnali stavano trafiggendo il petto di quella donna colpita da uno dei tre dolori più insopportabili, quello della sofferenza indicibile dell’uomo che stava per lasciarla per sempre? L’uomo, il suo sposo. L’uomo, padre dei suoi figli. L’uomo, compagno inseparabile nella vita e nel lavoro. L’uomo, esempio di lavoratore onesto e indefesso. L’uomo, creatore con lei di una delle più belle e prospere aziende artigianali calabresi. L’uomo, maestro in un campo della alimentazione tra i più difficili e impegnativi, la pasticceria e la gelateria. Un maestro pasticciere che si è formato sui libri della esperienza lavorativa iniziata da ragazzo, che ha studiato sui manuali del laboratorio, che, dal più improvvisato a quest’ultimo moderno e tecnologicamente avanzato, in una sorta di unica proiezione, lo ha visto sempre giganteggiare anche con la sua stazza … da “ chef”, il re-generale della cucina. E che lì dentro, non ha solo preparato migliaia e migliaia di torte e decine di migliaia di pasticcini e chissà quante tonnellate di gelato, ma ha letteralmente creato prodotti nuovi , insuperati e inimitabili. Specialmente, nel campo della gelateria, dove con i suoi particolari gelati non c’era anno che non vincesse il titolo del miglior gelataio italiano, oppure un premio da podio per una delle sue novità. Un onore e un vanto per la nostra Città, che certamente saprà onorare per sempre, come merita, una personalità intensa, geniale e umile come la sua. La mia distrazione di ieri, è dipesa, quindi, unicamente dal giganteggiare di quest’uomo straordinario, che ai marinoti ha fatto dimenticare l’inesorabile malattia che lo aveva colpito alcuni anni e fa e contro la quale egli ha tenacemente lottato, anche attraverso la difesa del suo lavoro e della sua pasticceria, che ha sempre conservato il nome iniziale “ Marron Glacé”. Credo che dai suoi laboratori, dai quali non usciva mai se non per qualche rapido affacciarsi in sala, sia stato assente solo nei giorni imposti dalle necessarie cure e indagini ospedaliere. Si può dire di lui che, come un generale, ha combattuto sul campo ed è morto in battaglia. La sua battaglia non è stata solo quella della promozione di se stesso e dei suoi talenti, o per la sicurezza materiale della sua famiglia e delle sue ambizioni umane. È stata, soprattutto, quella di dimostrare che a Catanzaro possono nascere grandi cose dal genio creativo e dalla laboriosità dei catanzaresi. Antonio Cosentino è stato un maestro nel vero senso della parola. A tutti ha insegnato qualcosa. In particolare, l’umiltà e l’attaccamento al lavoro. E, in special modo, l’Amore. Quello pieno, vero. Per la sua Gisella. E per la sua Città, con Marina al centro del suo cuore”.

Più informazioni su