Cimiteri, controreplica di Mirarchi a Battaglia: “Consigliere megafono poco documentato”

Gli suggerisco affettuosamente di dedicarsi alle sue prestigiose e meritorie missioni, evitando in tal modo di  impersonare il ruolo del rappresentante del sindaco invece che del popolo

“Certe persone, pur sollecitate o imbeccate per prendere le parti di qualcuno, finiscono con esorbitare dal  loro mandato, dicendo spropositi. È il caso emblematico, ad esempio, del componente del gruppo abramiano in consiglio comunale Demetrio Battaglia, che nel volermi dare addosso a comando per il presunto peccato di lesa maestà nei confronti del sindaco dopo la mia ennesima lamentazione sulle lacune, annose e sempre più evidenti purtroppo, della gestione dei cimiteri cittadini da parte del Comune non ne ha azzeccata una. Ha preso infatti le mosse dall’assunto di un attacco a Sergio Abramo, che da parte mia non c’è stato, salvo incredibilmente essere lui stesso a far torto al sindaco, asserendo come l’impegno da lui profuso per fronteggiare l’emergenza Covid, in occasione della riapertura delle scuole, e per gli interventi di bonifica di Viale Isonzo obblighino Abramo in pratica a non occuparsi di altro se non di questo. Davvero un brutto spot per quello che in molti, sono sicuro anche il confuso Battaglia, considerano un superamministratore. Un vero fuoriclasse che dunque non può fermarsi a pensare soltanto al tema, pur assai delicato e assorbente in termini di lavoro da fare, dell’eliminazione o della drastica riduzione del rischio contagio da Coronavirus negli istituti scolastici. Altrimenti in tutte le città italiane non si dovrebbe muovere foglia, a eccezione di tale pur assoluta priorità. Ma che pur meritando il massimo rispetto non può eclissare tutto il resto.  Il nostro Battaglia, però, di faccende municipali ne sa assai poco, considerato come sia sovente e per lunghi periodi dell’anno in missione in varie parti d’Italia, se non addirittura all’estero. Tanto persino da ignorare come della questione dei cimiteri, io mi occupi fin dal momento dell’elezione proprio perché è ahimé roba vecchia come dimostra la foto in questione (da sempre). Vecchissima, in realtà. Altro che emergenza Sars-Cov-2 risalente al massimo a sei mesi fa”.

La lunga filippica, espressa tramite un comunicato stampa, è del consigliere di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi, rimbrottato sempre attraverso gli organi di informazione dal suo collega Battaglia per le lamentele sulla deficitaria gestione dei cimiteri. Giudizi negativi, quelli formulati da Mirarchi, subito stigmatizzati da Battaglia che lo ha criticato in modo aspro. Ma Mirarchi, al solito, non le ha mandate a dire, puntualizzando taluni concetti secondo lui chiave nella vicenda: “Il caro Battaglia, forte … di 414 voti presi nel giugno 2017, da assente oggettivamente cronico a causa di un diverso incarico rischia di dimezzare in caso di eventuali future candidature alla luce della poca rappresentatività del suo elettorato, nel bacchettarmi mi suggerisce tra le altre cose di scrivere agli Uffici competenti o di relazionarmi con l’assessore di riferimento al fine di porre rimedio alla vessata questione dei cimiteri. Bene, mi creda il distratto Battaglia: a furia di farlo ho consumato il telefono e finito la carta, senza dimenticare la mozione proposta dal sottoscritto e  approvata all’unanimità in consiglio comunale riguardante sempre la pulizia dei cimiteri e relativi lavori con addirittura l’impiego di una persona fissa. Battute a parte, sappia che in Aula e nelle Commissioni ci si batte nell’esclusivo interesse della totalità dei cittadini anche a costo di entrare in rotta di collisione con la compagine di maggioranza in cui si milita. Ma Battaglia non è avvezzo a questo genere di attività, considerato come in tre anni e tre mesi di mandato ha proposto unicamente il doppio senso di marcia in via Cicco Simonetta, nei pressi dell’ex ospedale militare, salvo essere obbligato al ritiro. Ovvio, di conseguenza, che l’unica reale utilità nella squadra possa esser fare il grillo parlante del vertice dell’Amministrazione. Il guaio, però, è che si tratta di un consigliere megafono poco documentato che, malgrado nella vita sia una persona strutturata, è noto per alcuni grossi svarioni, diciamo così, durante i suoi discorsi in Assemblea. Mi pare allora ce ne sia abbastanza – ha chiosato il salace Mirarchi – per suggerirgli affettuosamente di dedicarsi alle sue prestigiose e meritorie missioni, evitando in tal modo di  impersonare il ruolo del rappresentante del sindaco invece che del popolo da cui è stato eletto per curarne le legittime istanze”.