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Accuse di corruzione, resta il divieto di dimora per l’ex sindaco di San Vito sullo Jonio

Respinto l'appello della Procura contro il ridimensionamento della misura cautelare nei confronti di Alessandro Doria inizialmente posto ai domiciliari. Prevale tesi difensiva dell'avvocato Lomonaco

La seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro (presidente Michele Cappai, giudice relatore Valeria Isabella Valenzi, giudice Giuseppe De Salvatore) ha respinto l’appello proposto lo scorso 30 aprile dalla Procura della Repubblica di Catanzaro avverso la decisione di sostituire la misura cautelare del divieto di dimora della provincia di Catanzaro a quella degli arresti domiciliari per Alessandro Doria 63 anni, già sindaco di San Vito sullo Jonio.

Doria è accusato di corruzione ed istigazione alla corruzione per aver chiesto una tangente a un imprenditore in relazione a una pratica di sdemanializzazione degli usi civici gravanti su di un’area interessata da un erigendo parco eolico.

Al contrario di quanto contestato dalla Procura che considerava inadeguata la durata di 9 giorni della misura e accettando la tesi difensiva dell’avvocato Antonio Lomonaco il Tribunale ha sostenuto che “impedire a Doria ogni contatto o libertà di movimento risulti sproporzionata quantitativamente e qualitativamente”.