Pitaro incontra il rappresentante del Comitato “SS 106 Guardavalle-Soverato”: E’ urgente che si portino a termine i lavori

Il completamento del tratto Guardavalle-Soverato è un’urgenza conclamata che non può più passare in secondo piano, né piegarsi alle intricate logiche burocratiche

“Condivido senza se e senza ma l’esigenza vitale di mettere in sicurezza un tratto pericolosissimo della famigerata SS 106 qual è quello che, da Guardavalle a Soverato, collega tanti centri importanti del comprensorio. Non servirebbe a nulla – ha sostenuto  il consigliere regionale Francesco Pitaro (Gruppo misto) durante un incontro con Pierluigi Galati, rappresentante del Comitato “SS 106 Guardavalle-Soverato” – avere un’Europa reattiva, che mette a disposizione milioni di euro per il riscatto degli Stati flagellati dalla crisi, se poi in Calabria chi ha la responsabilità di risolvere i problemi che affliggono le comunità, nicchia e rinvia. In questo caso – ha aggiunto Pitaro – è urgente che si portino termine lavori che sono bloccati inspiegabilmente da troppo tempo. Ho avuto modo di interloquire con l’assessore Catalfamo e ne ho apprezzato la sensibilità operativa. Non dubito che si farà il punto sulla questione e ne verremo a capo”.

Dal canto suo, Galati ha affermato che “Il tratto in questione è di 20 km appena. È impensabile continuare a tergiversare, quando è a rischio l’incolumità dei tantissimi cittadini che quotidianamente lo percorrono. Non possiamo stare a guardare mentre numerosi e gravi incidenti, che potrebbero essere evitati, fanno della SS106 una delle strade più pericolose d’Italia”. Ha concluso il consigliere regionale: “Nei prossimi giorni faremo un incontro con i sindaci dei comuni interessati per concordare le urgenze di ogni comunità e predisporre insieme la mozione che presenterò in Consiglio regionale. Il completamento del tratto Guardavalle-Soverato è un’urgenza conclamata che non può più passare in secondo piano, né piegarsi alle intricate logiche burocratiche che, se non rimosse, innescherebbero, dinanzi a possibili tragiche evenienze, responsabilità non solo amministrative”.