Italia, un mondo di auto

Dalla 500 in poi tante eccellenze nello storia dell'automobile in Italia

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    La storia d’italia è lastricata di grandi successi in molti campi. Dalla moda, al cibo, al design, per decine di anni le altre nazioni del mondo hanno guardato all’Italia come un modello, cui ispirarsi e cui anelare. Ma se c’è un campo in cui la cultura italiana suscita sentimenti intimamente profondi di stima, ammirazione e invidia, quel campo è quello dell’automobile.

    E allora, quali sono stati i modelli che hanno fatto la storia dell’auto italiana (e mondiale)?

    L’auto di tutti

    Siamo nel 1957, un periodo di rinascita che segue l’immediato dopoguerra. L’Italia vive un momento intenso e vivace, in cui l’industria cresce rapidamente e in cui la cultura si radica mutuando aspetti del passato e proiettandoli nella modernità. È in questo contesto che la principale azienda automobilistica italiana, con sede ovviamente a Torino, produce un modello che resterà icona di stile per decenni a venire. Il 1957 è infatti l’anno in cui FIAT introduce quella che è a tutti gli effetti l’erede della Topolino: la FIAT 500. A differenza della sua sorella maggiore pre-guerra, la 500 vanta 4 sedili, carrozzeria monoscocca e un motore posteriore da 497 cc – da cui il nome “500” – che le conferiva una velocità di punta piuttosto ragguardevole per l’epoca (nell’ambito delle auto popolari) di ben 90km/h.

    La 500 ha percorso i decenni di storia italiana regnando imperitura come auto della gente. Non c’è una persona, fino agli anni ‘90, che non potesse ammettere di aver posseduto una 500, in una delle sue svariate riedizioni. L’auto ha visto infatti molti restyling, arrivando ancora perfettamente viva fino ai nostri giorni. Una Fiat 500 usata è tutt’oggi una delle migliori opzioni per distinguersi e allo stesso tempo incarnare la lunga tradizione automobilistica italica.

     

    La potenza accessibile

     

    Siamo al Motor Show di Torino del 1970. La famosa casa Bertone esibisce un design meraviglioso (ideato da Marcello Gandini) che attira l’attenzione dei proprietari di Lancia, alla ricerca di un successore per la Lancia Fulvia. Da quest’incontro scaturisce una delle auto più iconiche del panorama automobilistico italiano: nel 1972 la Lancia Stratos effettua il suo debutto nel campionato rally, imponendosi subito ai massimi livelli. Passano alcuni anni e Lancia, forte dell’esperienza acquisita nel Campionato Mondiale Rally, produce quella che sarebbe divenuta una delle auto più desiderate dagli italiani. è infatti il 1987 quando Giorgetto Giugiaro disegna la Lancia Delta, dotata di motore turbo, trazione integrale che arrivò ad annientare la concorrenza nel Mondiale Rally. Lo stesso modello, in versione stradale, diventò presto oggetto di culto tra i giovani della fine anni ‘80 e inizio anni ‘90, venendo recentemente riproposta in una rivisitazione che ha accolto i favori di molti.

     

    Design e performance da sogno

     

    1. Al Motor Show di Parigi, su design Pininfarina, Ferrari presenta la 250 GT Berlinetta. La vettura diminuisce il passo della tradizionale Berlinetta da 2600mm a 2400mm rendendola agile e al contempo potente.  Dotata di un motore 12 valvole (ognuna delle quali vantava 250cc, da cui il nome della vettura) divenne il sogno, quasi irraggiungibile, di molti italiani, costituendone però allo stesso tempo l’orgoglio, dato che la vettura partecipò, trionfando, a diverse competizioni (tra le quali ricordiamo la vittoria nella categoria GT della Le Mans del 1960). 

     

    Menzioni d’onore

     

    Nel ‘71 De Tomaso, un produttore indipendente, presenta il modello Pantera, frutto di una collaborazione con Ford, dotata di 325 cavalli. La vettura è rimasta appannaggio di appassionati, ma i vari componenti mutuati dalla Ford GT40 la resero un’icona di performance. 

    Una seconda menzione d’onore va tributata alla Lamborghini Countach LP400, che nel 1974 andò direttamente a rivaleggiare con un’altra icona storica: la Ferrari Testarossa.

    Ultima menzione, più moderna, va a Pagani, che col modello Zonda nel 1999 continua a incarnare la cultura italiana per la velocità, la ricerca e la performance. Un’auto indubbiamente non per tutti, ma con il quale il costruttore italo-argentino ha saputo proseguire la lunga cultura nazionale per i motori.

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