Associazione Il Ponte Morandi: “La crepa su via Vincenzo D’Amato e la crepa dei burocrati del Comune”

Chiedo al sindaco di intervenire affinché i funzionari inizino a fare il proprio dovere e, ancor di più, garantire servizi e sicurezza ai cittadini!

Sento il dovere di esordire con un ringraziamento al capo gabinetto del sindaco perché, avendo ricevuto una mia segnalazione inviata mezzo PEC lo scorso 2 settembre merito ad una situazione di pericolo creatasi in via Vincenzo D’amato, lo stesso non ha perso tempo ad informare e coinvolgere, mezzo PEC, i responsabili dei settori, gestione del territorio, polizia locale, ognuno per le proprie mansioni. Nello stesso tempo devo metterlo al corrente che, i settori competenti dallo stesso coinvolti, lo hanno ignorato e ad oggi, in via Vincenzo D’Amato, il pericolo aumenta quotidianamente: un albero cresciuto in una parete di una chiesetta in stato di abbandono, ha creato una crepa che prima o poi porterà al cedimento della struttura. E’ quanto si legge in una lettera aperto di Elio Mauro, presidente associazione Il Ponte Morandi, al sindaco Sergio Abramo.

Forse, ai responsabili dei settori interessati e coinvolti per intervenire, poco importa se non accade prima la tragedia, non intendono scomodarsi affatto! Concludo con una mia personale interpretazione: se i burocrati, tutti molto ben retribuiti per garantire sicurezza e servizi ai cittadini, ignorano le disposizioni di chi ha il potere di governare una città, immaginiamo quanto potrà essere tenuta in considerazione una istanza di un semplice cittadino che le tasse le paga sempre e comunque! Chiedo al sindaco di intervenire affinché i funzionari inizino a fare il proprio dovere e, ancor di più, garantire servizi e sicurezza ai cittadini!