Balneari, Filippo Mancuso (Lega): “E’ necessario un atto della Regione per la proroga delle concessioni”

Abbandonarli al loro destino in questo momento significherebbe ridurre sul lastrico tante persone

“La vicinanza al mondo delle imprese si dimostra con i fatti: programmando e assicurando certezze sul futuro delle famiglie. Particolare attenzione meritano i titolari degli stabilimenti balneari, ormai da anni alle prese con lo spauracchio della direttiva Bolkestein”. Lo afferma il consigliere regionale della Lega Filippo Mancuso che prosegue: “Nel recente Decreto Rilancio è contenuta una norma che rafforza quanto già era stato stabilito dall’articolo 1, commi 682 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n.145. La legge di bilancio 2019 stabiliva la proroga di quindici anni delle concessioni demaniali marittime, dunque fino al 2033. Pur se questo impianto è stato confermato dal legislatore nazionale, sono poi arrivate controverse pronunce giurisprudenziali.

Ecco – prosegue Mancuso-, è proprio il momento di prendere una chiara posizione sul tema. Sulla stregua di quanto già deliberato dalla Sardegna lo scorso 24 settembre, anche la Regione Calabria dovrebbe recepire quanto previsto dal Decreto Rilancio indicando ai Comuni di non avviare le procedure di gara. Un intervento ‘centralizzato’ tale da evitare condotte difformi a seconda delle variegate interpretazioni degli enti locali, oltre a scongiurare pratiche amministrative in contrasto con la più recente norma nazionale. Sarebbe il colmo se un Comune calabrese procedesse con la gara come gestore delle concessioni demaniali marittime mentre un altro no. Per questo la Regione dovrebbe pronunciarsi in maniera inequivoca”. “Ricordo – sostiene ancora il consigliere regionale della Lega- che Giunta e Consiglio si sono solennemente impegnati in questi mesi a sostenere il mondo produttivo in vista di una ripresa che ci auguriamo tutti e a non lasciare indietro operatori commerciali che ancora devono riadattarsi al ‘nuovo mondo’ di convivenza con il virus. Gli stabilimenti balneari sono prevalentemente a gestione familiare. Abbandonarli al loro destino in questo momento significherebbe ridurre sul lastrico tante persone che per anni -conclude- hanno lavorato e fatto sacrifici per l’offerta turistica calabrese”.