“La Calabria, terra di accoglienza e tolleranza, si liberi dallo show della discriminazione”

Arci: Ci rifiutiamo di ascoltare un esponente delle istituzioni esprimersi con questi termini

Da qualche giorno circola in rete un video in cui il vicepresidente della regione Calabria, Nino Spirlì, in quota Lega e non poteva essere diversamente, ad un dibattito apostrofa le minoranze sessuali ed etniche in modo violento e denigratorio. Il gioco è sempre lo stesso, dichiararsi vittima di una dittatura del politically correct che non gli permette di esprimersi come mamma vuole, letteralmente. Il repertorio messo in scena è tra i più volgari e violenti degli ultimi tempi, vero i ‘negri’ e verso i ‘froci’, proprio mentre il Paese è alle prese con due innovazioni normative importantissime: la discussione della proposta di legge contro l’omolebobitransfobia e la cancellazione dei Decreti Sicurezza.

Come Arci – si legge in un comunicato -ci rifiutiamo di ascoltare un esponente delle istituzioni esprimersi con questi termini, non ci riconosciamo in un linguaggio che offende, marginalizza ed esclude. Soprattutto in un contesto come quello calabrese in cui sono ancora tanti i passi da fare per la diffusione di una
cultura inclusiva e non violenta che faccia della diversità il suo obiettivo ma anche il mezzo attraverso cui svilupparsi. Eppure gli esempi e le buone pratiche non mancano: da Riace a Badolato, dalle iniziative della società civile come i Pride, che dal 2014 si avvicendano nella nostra regione, ai dibattiti che animano le università i centri di ricerca i collettivi politici e le associazioni. Sono le parole a costruire la realtà e a veicolare visioni del mondo che, a giudicare dal registro lessicale utilizzato nel video, ci risultano essere distanti anni luce dall’impegno della nostra associazione a livello locale, regionale e nazionale. Sono le parole a suggestionare la mente di chi ascolta e a condizionarne le azioni. Per questo – prosegue Arci – ribadiamo che la Calabria non è popolata da cittadine e cittadini inermi che assorbono acriticamente tutto quello che gli viene propinato; ribadiamo che l’accoglienza e l’apertura alla diversità sono iscritte nei geni delle calabresi e dei calabresi; ribadiamo che la nostra regione ha bisogno di una classe politica dirigenziale all’altezza delle sfide del nostro tempo alle quali rispondere con parole come solidarietà, mutualismo, impegno sociale e civile per la realizzazione e il soddisfacimento dei bisogni di tutte e tutti. Iniziando proprio dal margine.

Tutti insieme, tutte le forze autenticamente democratiche hanno il dovere di fare da argine a posizioni di questa natura. Non si sottovalutino gli effetti che tali dichiarazioni comportano. Condanniamole subito e apriamo una nuova stagione di tolleranza, accoglienza e ampliamento dei diritti civili. La presidente Santelli prenda provvedimenti. Liberi i calabresi da questo uomo dal gergo violento e volgare. Riaffermi i valori della convivenza civile, della solidarietà, della centralità della persona, dell’accoglienza.