Soldi per corrompere un giudice, sequestro di 23mila euro ad avvocato

Chiesti a cliente "per remunerare giudice", estraneo a vicenda

Ha chiesto e ottenuto da un suo cliente 23 mila euro, millantando che servissero a remunerare un giudice ausiliario della Corte d’Appello di Potenza (“completamente estraneo alla vicenda”) dopo l’esito favorevole di una causa civile: con l’accusa di traffico di influenze illecite, la Polizia ha eseguito il sequestro preventivo della stessa somma ai danni di un noto avvocato del capoluogo lucano, Raffaele De Bonis Cristalli.
Le indagini, condotte dalla Squadre mobile di Potenza, sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, competente sui magistrati del capoluogo lucano. Il sequestro si inserisce in un contesto più ampio di indagine sull’86enne avvocato potentino, arrestato il 19 ottobre 2019 nell’ambito di un’inchiesta per corruzione, in cui è coinvolto anche un luogotenente della Guardia di Finanza.

Da alcune intercettazioni, è emersa la richiesta di denaro fatta dall’avvocato al suo cliente, che, poi, in diverse tranche, ha versato la somma in contanti che sarebbe servita per la corruzione del giudice: gli investigatori hanno inoltre acquisito immagini relative agli incontri tra i due.
All’avvocato è stato quindi contestato di “aver vantato – è scritto in un comunicato diffuso dalla Questura di Potenza – un’asserita relazione con il giudice onorario grazie alla quale avrebbe ottenuto, mediante remunerazione, la vittoria processuale”.