Porto di Catanzaro: dall’antica ‘rada’ della Marina ai giorni nostri

Dalla scuola marittima alla posa della prima pietra: un importante pezzo di storia della città

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    Dall’alto dei suoi tre colli, Catanzaro, città capoluogo, in tempi passati ha tendenzialmente volto lo sguardo verso i “monti”, tralasciando la “costa” e un suo probabile sviluppo. Ed è proprio rispolverando un po’ il passato che è d’obbligo sottolineare quanto il quartiere marinaro della città fosse particolare sede di numerosi insediamenti industriali (Ledoga, Industrie Olearie Saic e Gaslini, Le Fornaci Mengani, Biscottificio Bis, Segheria Pulega, fabbrica bitumi Gorima), tanto da costituire una considerevole fonte di sostentamento, sia per i residenti, che per gli abitanti di svariati paesi limitrofi. In questo contesto economico/commerciale, molte erano le materie prime che arrivavano “via mare”.

    LA RADA. Infatti, avvalendosi di alcuni testi a riguardo, si potrà ricordare come intorno all’anno 1800, l’esistenza di un pontile in ferro ( sito nella parte di costa fronte “zona Murano”)lungo 30 metri e largo 4 permetteva lo scarico di merci da velieri, bastimenti e grosse navi da carico che sostavano nei pressi della riva del quartiere, poiché nel tratto dove era ubicato, la profondità dei fondali ampiamente lo permetteva.

    L’antica “rada”, consentiva dunque lo scarico di prodotti di vario genere a mezzo “barconi” ( detti “varcazze”) che facevano la spola tra il pontile e le imbarcazioni ancorate. La merce, veniva portata a riva dai portuali e di conseguenza trasportata nei vari depositi dai “carresi”, ovvero da coloro che facevano uso di carri per lo spostamento. Diverse le materie prime trasportate, come olio, grano, zucchero, legumi, zolfo, petrolio e tanto altro ancora. Il tutto alla presenza della “Regia Dogana”, che controllava i vari passaggi di scarico. I prodotti venivano prelevati dalle stive sino al totale svuotamento, poi, il bastimento ripartiva e nuovi arrivi si attendevano. I “movimenti marittimi” erano particolarmente significativi, tant’è che lo scalo di Catanzaro Marina, rappresentò un importante punto di esportazione ed importazione, tanto da dover incentivare il numero dei piroscafi che vi approdavano, proprio in riferimento all’ingente traffico commerciale. La “rada”, del tutto naturale, permetteva facili approdi nei mesi estivi, al contrario in quelli invernali ciò non era possibile, soprattutto quando il mare era particolarmente agitato. Fu poi nel 1951, che venne sospeso l’approdo delle navi di medio tonnellaggio, causando disagi economici a quelle famiglie che vivevano di questo lavoro.

    SCUOLA MARITTIMA. L’approdo di Catanzaro Marina molto rappresentò, tant’è che una delle sedi delle “Scuole Professionali per la Maestranza Marittima”, si trovava proprio nel quartiere marinaro. La sede principale era a Roma, ma altre sedi erano dislocate in svariate cittadine marinare e dunque, Catanzaro, con il suo approdo sul mare, poté annoverarsi fra queste. La sede, era primariamente ubicata in un edificio nella zona di “Casciolino”, successivamente in “Via Amalfi”, ove per l’appunto si tenevano i corsi delle lezioni teorico – pratiche di terra. Si impartivano lezioni di geografia marittima, sulle dinamiche dei venti, sulle costruzioni delle “nasse” e tutto ciò che poteva riguardare la pratica dell’arte della navigazione, resa materialmente concreta con lezioni tenute in spiaggia, supportate alle volte anche dall’esperienza dei “vecchi” marinai. La “Scuola Marittima”, esercitò le sue programmazioni di insegnamento per svariati anni, finché venne poi decretata la sua definitiva chiusura (da “Catanzaro Marina – Storia di un borgo antico” di Franco Riga).

    IL PORTO RIFUGIO. Tuttavia, la necessità di un vero e proprio porto, era un’idea che già dal lontano 1940 aveva trovato accoglimento e, con la richiesta da parte della Direzione Generale delle Opere Marittime di individuare un luogo idoneo per un  “porto rifugio” nel tratto fra Capo Spartivento e Capo Colonna, venne inviata una relazione al Ministero dei Lavori Pubblici, ove per tale realizzazione era stata individuata come zona morfologicamente conforme, proprio quella di “Casciolino”, nel quartiere marinaro di Catanzaro. Il 24 settembre del 1951 (con Dpr n. 1714), finalmente, la parte di costa in “località Casciolino” venne iscritta nella prima categoria per la costruzione di un “porto/rifugio” atto alla navigazione generale. Solo dopo alcuni anni si poté dare il via alle opere, che iniziarono nel gennaio del 1955 con i lavori del molo foraneo.

    POSA DELLA PRIMA PIETRA. L’anno 1959 sembrerebbe aver segnato la posa  della “prima pietra” del porto di Casciolino. L’idea della realizzazione del “porto/rifugio” venne molto sostenuta anche dalla categoria dei pescatori, all’epoca numerosi, avendo come fonte di sostentamento esclusivamente la pesca, pertanto bisognosi di una infrastruttura che avrebbe potuto accogliere in maniera consona il loro operato. Da quel “memorabile” giorno, molto tempo è oramai passato e il porto della città di Catanzaro ha subìto nel tempo numerose vicissitudini con vari “disfacimenti” dovuti all’impetuosità del mare e nuovi “rifacimenti” per porvi rimedio, ma, purtroppo, senza mai trovare una vera conclusione, che nel tempo, ha visto passare anni di “attese”.

    Il PORTO OGGI deve ancora trovare una sua completa definizione. Attualmente, deputato ad uso “turistico”, consta di un molo foraneo e un molo di sottoflutto che garantiscono un approdo sicuro alle imbarcazioni dei pescatori locali. Al suo interno, inoltre, pontili galleggianti permettono l’uso di ancoraggio a barche, motoscafi e barche a vela, tuttavia chi vi approda per la prima volta, dovrà tenere conto del fondale particolarmente basso. Come si ricorderà, nel 2017 si inaugurò la parte di lungomare “fronte/porto”, con la creazione di una balconata/affaccio e il largo piazzale (10.000 mq) antistante la banchina. Proprio nell’ottobre dello scorso anno, venne presentato il progetto definitivo dei lavori del porto, ove si incluse l’importanza di salvaguardare gli interventi pubblici già eseguiti. Ottimizzazione degli spazi, miglioramento della sicurezza, incremento del numero dei pontili, area cantieristica attrezzata con parcheggio, rimessaggio, zona lavaggio imbarcazioni, zona rifornimento carburante e ancora, zona deputata alla flotta dei pescherecci, nonché quella dedicata ai mezzi della Capitaneria di Porto, queste, alcune delle opere progettuali che andranno ad essere esplicate. Un anno è passato dalla presentazione del progetto e, al momento, si è nell’attesa dell’avvio dei lavori previsti. Ben si sa, quanto il porto di Catanzaro, nella sua interezza, potrebbe costituire una valevole forza innovativa su vari fronti, sottolinearlo ancora sarebbe forse superfluo, ora, la vera “bellezza” sarebbe poter dire del suo avvenuto completamento.

    (foto ”Archivio fotografico” Franco Riga)

     

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