“Mio ricorso non accolto per colpa degli avvocati”. Protesta davanti al tribunale

Sit in solitario civile ma determinato di un professore di San Giovanni in Fiore davanti di Tribunale di Catanzaro. Chiede un incontro il presidente dell'Organo disciplinare degli avvocati

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Una protesta solitaria. Civile e determinata allo stesso tempo quella che questa mattina ha inscenato in piazza Matteotti a pochi metri dall’ingresso della sede storica del Tribunale di Catanzaro che ospita la Procura e la Corte d’Appello Alessandro Cimino, professione professore. La sua una storia di ricorsi presentati e di archiviazioni che il docente di San Giovanni in Fiore mette in discussione e respinge con tutta la sua forza. Su uno striscione ha scritto i punti salienti del suo calvario, grida la sua rabbia e chiede di capire.

Generico ottobre 2020

“Io ho presentato a suo tempo diversi esposti alla Procura della Repubblica riferendomi ad avvocati che considero responsabili di una mia soccombenza in un ricorso su una graduatoria scolastica – spiega – La Procura le ha ritenute meritevoli di essere trasmesse al Coa di Cosenza e Crotone e quindi da loro all’organo disciplinare regionale dei legali, il Cdd. Ci sono tempi precisi durante i quali il Cdd si deve pronunciare per eventuali sanzioni che secondo me in questo caso erano  e sono giustificate. Dopo vari solleciti e dopo 29 mesi di attesa a fronte dei previsti sei mesi mi è arrivata l’archiviazione tra giugno e luglio 2020. La legge secondo quanto mi hanno detto non mi consente di accedere agli atti, nè ho ricevuto delucidazioni nonostante le mie numerose Pec”.

Il Cdd, organo disciplinare degli avvocati, è a Catanzaro da qui la decisione di protestare nel capoluogo ed è proprio un incontro con il presidente del Cdd che Cimino chiede a gran voce. “Io ero sono convinto delle mie ragioni e quindi credo che si debba andare avanti con le sanzioni ai legali e se non è stato fatto quanto meno ne voglio sapere le ragioni”.

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