Regolamento Smivap, la Regione approva la modifica: “Ma è irregolare”

Sotto esame la delibera n. 285 della seduta di giunta del 28 settembre

Stanno diventato troppe le “sviste” nelle delibere della Giunta regionale. L’ultimo svarione dei piani alti della Cittadella è arrivato pochi giorni fa. La delibera “sospetta” – rivela il sindacato CSA-Cisal – è la n. 285 della seduta di Giunta del 28 settembre dispone delle modifiche al regolamento n. 1 del 6 febbraio 2014 che disciplina il Sistema di Misurazione e valutazione della performance (SViMaP) della Regione Calabria.

LA DELIBERA PREVEDE IL PARERE OBBLIGATORIO E VINCOLANTE DELL’OIV, MA NON È STATO ANCORA NOMINATO IL NUOVO – All’interno del provvedimento dell’esecutivo regionale – incalza il sindacato CSA-Cisal – viene riportato testualmente: “occorre chiarire la portata della norma regolamentare regionale, affinché la stessa sia resa aderente al dettato della normativa statale di riferimento, in ordine alla corretta individuazione degli atti regolamentari soggetti a parere obbligatorio e vincolante dell’OIV, da riferirsi esclusivamente a quelli relativi al sistema di misurazione e valutazione dellaperfomance”. C’è un “piccolo grande” problema: in questo momento non è stato ancora nominato l’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) della Regione Calabria, quindi chi lo avrebbe mai rilasciato il “parere obbligatorio e vincolante”? Esiste da qualche parte, è forse allegato alla delibera?

COME SI È POTUTA ATTESTARE LA REGOLARITÀ DELL’ATTO? – Se si prosegue nella lettura della delibera, l’imbarazzo aumenta: “Preso atto che il dirigente generale ed il dirigente di settore del dipartimento proponente attestano che l’istruttoria è completa e che sono stati acquisiti tutti gli atti e i documenti previsti dalle disposizioni di legge e di regolamento che disciplinano la materia”.  Più avanti, sempre il dirigente generale ed il dirigente di settore del dipartimento proponente “attestano la regolarità amministrativa nonché la legittimità della deliberazione e la sua conformità alle disposizioni di legge e di regolamento comunitarie”. Come fa l’istruttoria ad essere completa se il parere obbligatorio non può essere certo rilasciato da un organismo non ancora insediato? E come – domanda ancora il sindacato CSA-Cisal – può essere attestata la regolarità amministrativa dell’atto se leggi e regolamento prevedono che il parere non solo sia obbligatorio ma anche vincolante? Per completezza, la delibera è stata firmata (in maniera congiunta) dai dg Maurizio Borgo e Bruno Zito, oltre che dalla dirigente del settore Controllo Strategico, Maria Rosaria Mesiano.  Ah, ovviamente, è una delibera ‘fuori sacco’.

DELIBERA DOPPIAMENTE ILLEGITTIMA: VIOLATO IL REGOLAMENTO SVIMAP E UNA LEGGE NAZIONALE – L’errore è clamoroso e si lascia dietro altre tracce. La delibera approvata dalla Giunta va a modificare il regolamento SMiVaPall’articolo 37, aggiungendo la frase (al comma 4) “relativi al sistema di misurazione e valutazione della performance”. Ma è proprio l’articolo 37 a specificare che “l’OIV esprime il proprio parere obbligatorio e vincolante, sulle proposte dei regolamenti attuativi della legge regionale 3/2012…”, ossia la norma regolamentare immediatamente antecedente al testo aggiunto. E non è soltanto il regolamento regionale ad essere stato violato. Il decreto legislativo 150/2009, aggiornato con il D.lgs. 74/2017, all’articolo 7 prevede che “le amministrazioni pubbliche valutano annualmente la performance organizzativa e individuale. A tal fine adottano e aggiornano annualmente, previo parere vincolante dell’Organismo Indipendente di Valutazione, il Sistema di misurazione e valutazione della performance”. Per cui ogni modifica deve essere sottoposta al parere obbligatorio e vincolante dell’OIV. Dunque, la delibera della Giunta fa a pugni non solo con il regolamento, ma anche con una norma di rango nazionale. Doppio errore, doppia violazione. L’atto dell’esecutivo voluto dal Segretariato è con tutta evidenza viziato da palese illegittimità. Per procedere con la delibera che è stata adottata si doveva passare dal parere dell’OIV, che tuttavia ancora non esiste. Qui le ipotesi sono due: o chi ha predisposto l’atto ha toppato clamorosamente dimenticando norme nazionali e regionali oppure, per supponenza, si crede al di sopra di tutti ed evidentemente non ritiene utile la funzione dell’OIV. In entrambi i casi, la delibera resta illegittima e qualcuno deve rendere conto e rimediare all’errore. Non crediamo che il segretario generale Maurizio Borgo possa essere stato il protagonista in nessuno dei due scenari, però evidentemente si sarà fidato troppo di qualche suo dirigente di settore che ha combinato la frittata.  Speriamo – aggiunge il sindacato CSA-Cisal – che non sia più seguito questo modo di ragionare sull’Organismo Indipendente di Valutazione. Altrimenti, visto che per l’OIV la Regione Calabria, nel solo anno 2019, ha impegnato circa 145 mila euro, se ne potrebbe fare anche a meno risparmiando le somme. E i segnali di una certa indifferenza verso l’OIV si rintracciano anche altrove.

I RITARDI (E LE CONSEGUENZE NEGATIVE) SULL’OIV – L’ultimo verbale redatto dall’OIV, nella precedente composizione, risale addirittura allo scorso febbraio. Dopodiché l’Organismo ha cessato la sua attività perché giunto a scadenza. Da quel momento ce la si è presa molto comoda. L’avviso per l’individuazione dei nuovi membri è stato bandito lo scorso 26 giugno, dopodiché c’è stato un “aggiornamento”, ma ancora la procedura non si è completata. Sono passati quasi tre mesi e mezzo – rileva il sindacato CSA-Cisal – e ancora componenti e presidenti dell’OIV della Regione Calabria non ci sono. Questa inerzia nel procedere alla sua costituzione non è gratis, ma produce degli effetti negativi che ricadono anche sui dipendenti regionali. Tante pratiche risultano bloccate e il ciclo della performance subirà un netto slittamento dei tempi di attuazione. Giusto per fare qualche esempio, è ferma al palo l’approvazione della relazione sulla performance anno 2019, nonostante sia sbarcata in Giunta regionale (con tutti gli allegati) nella seduta di agosto. Così come non può andare avanti il codice di comportamento dei dipendenti già inviata dalla Responsabile dell’Anticorruzione lo scorso 16 settembre. E inoltre sono in naftalina le valutazioni dei direttori generali per l’anno 2018. Insomma, una preoccupante paralisi amministrativa. A questo punto, sperando nella capacità di comprendere la portata di quanto appena esposto dal sindacato CSA-Cisal, confidiamo che sarà proprio il segretario generale a mettere mano a questa imbarazzante situazione dando l’input a procedere celermente con la nomina dei componenti dell’OIV e a far correggere questa delibera illegittima, producendone una nuova rispettosa dei regolamenti e delle norme nazionali. Fare finta di non vedere l’errore non lo cancella.