Nuovo dpcm, ristoratori: meglio così che peggio foto

Per gli imprenditori del settore banchettistica provvedimento giusto. Ora occorre capire come organizzarsi mentre si registrano le prime disdette.

Nuovo dpcm, nuove restrizione e tanta incertezza. Per gli imprenditori del settore ristorazione che si occupano di banchettistica la stagione autunnale si apre all’insegna di una nuova sfida. E a dirla tutta non sanno ancora bene come affrontarla. Sì a feste post cerimonie ma con un numero contenuto di invitati, 30 al massimo. Ci si chiede a questo punto quale sarà la reazione di chi ha già provveduto a prenotare il ristorante per matrimoni, lauree, comunioni e cresime con un numero di invitati superiore a quello consentito.

Prime disdette: meglio lavorare poco che essere costretti alla chiusura totale

Almeno per quanto concerne i festeggiamenti fissati nell’immediato si parla di posticipi a data da destinarsi: “Sono stato costretto a disdire banchetti di oltre 30 persone, con il vecchio dpcm in una sala da 120 posti, rispettando le distanze di sicurezza potevo farne accomodare la metà ma ora non è più possibile farlo – ha sottolineato Antonio Grampone dello Stella Maris del quartiere Lido.” Le nuove restrizione fanno perdere molte delle entrate relative alla banchettistica ma non solo:

“Al di là degli eventi programmati che dovranno essere fatti in maniera ridotta, ho notato che la gente ha molta paura ed evita di sedersi al ristorante, in questo modo oltre alla banchettistica ci sarà una riduzione dell’ordinario.”

Quella del Governo di ridimensionare le feste è una decisione che grava molto sul settore, con la conseguente perdita di incassi: “E’ un guaio, ma meglio lavorare poco che essere costretti alla chiusura totale, speriamo che facendo in questo modo si possa evitare il peggio.”

Si lavora per guadagnare il giusto, impensabili al momento incassi extra

Una nuova chiusura totale graverebbe sulle imprese in questione, ed entrare in un nuovo lockdown vorrebbe dire fare i conti con conseguenze negative:

“Se hanno provveduto a queste nuove restrizioni certamente hanno capito che dal punto di vista della salute era giusto fare così – ha precisato Paolo Lanzellotti del ristorante Lido di Squillace – ora aspettiamo di vedere se la scelta avrà effetti positivi o meno, ma ci vorrà un mesetto.”

Lanzellotti aveva già deciso di ridurre i giorni di apertura del suo locale per limitare i costi, aveva già avuto contatti per feste di compleanno numerose ma ora c’è da capire come dovrà muoversi: “Dovrò risentire i clienti per spiegargli la situazione – ha chiosato – è tutto molto complicato, fortunatamente abbiamo lavorato bene quest’estate, ora apriamo per guadagnare il giusto, gli incassi extra sono impensabili, i numeri hanno iniziato a stringersi.”

Più attenzione durante la stagione estiva forse avrebbe evitato nuove restrizioni

Come ci si organizzerà nei ristoranti con grandi sale? E’ tutto un enigma:

“Generalmente nelle mie sale riesco a ospitare in contemporanea più di un banchetto perché sono spazi molto grandi, con questo decreto non so ancora come potrò muovermi”, ha detto Antonio Tavella de “La Magna Graecia”. E per quanto riguarda la questione matrimoni numerosi ha poi aggiunto:

“Non ho ancora ricevuto disdette, ho in programma dei matrimoni e non so come potremmo organizzarci. Ritengo che le restrizioni siano giuste ma sono convinto che ci doveva essere molto più controllo durante la stagione estiva, se fossimo stati tutti più attenti forse non sarebbero arrivate queste nuove e più stringenti restrizioni.”