Quantcast

Una carezza sulla bara, parole di conforto alle sorelle: il saluto di Conte alla Santelli

Un lungo applauso ha salutato l'uscita del feretro dalla chiesa

Prima che il carro funebre si muovesse alla volta di Catanzaro, il premier Giuseppe Conte  – presente al funerale del presidente della Regione, Jole Santelli – ha voluto rendere l’ultimo omaggio alla governatrice e si è avvicinato alla bara accarezzandola. Quindi ha sussurrato alcune parole alle sorelle.

Generico ottobre 2020

Il feretro è poi partito alla volta della Cittadella regionale di Catanzaro dove domattina, a partire dalle 9, sarà aperta la camera ardente allestita nella Piazza antistante l’ingresso del palazzo.

Cosenza oggi si è stretta al presidente della Regione Jole Santelli, morta nella notte tra mercoledì e giovedì, nel giorno del suo funerale celebrato nella chiesa di San Nicola, a due passi dal Comune, nel rispetto delle norme anti-Covid.

A rendere l’ultimo saluto, oltre al premier Conte, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, la ministra dell’interno Luciana Lamorgese, il vice presidente della Camera Ettore Rosato, insieme a tutti gli assessori regionali – che all’arrivo in chiesa hanno portato il feretro a spalla – politici ed il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che alla Santelli era legato da una profonda amicizia. Ma non solo il mondo politico-istituzionale si è ritrovato stretto alle sorelle di Jole, Roberta e Paola ed ai suoi nipoti. All’esterno, tanti semplici cittadini hanno voluto testimoniare il loro affetto per la presidente che se ne è andata. Ma è ai rappresentanti istituzionali che, al termine della sua omelia, si è rivolto l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolé, che ha celebrato le esequie affiancato dall’arcivescovo emerito mons. Salvatore Nunnari e dall’eparca di Lungro, mons. Donato Oliverio.

“Jole – ha detto – ha fatto un miracolo, ha radunato qui tanti rappresentanti istituzionali. Grazie – ha aggiunto rivolgendosi alle autorità – e che sia un incoraggiamento affinché la vostra presenza sia di speranza e di sostegno, che ci dia speranza, conforto, vicinanza. Ne abbiamo bisogno.

Mancano gli educatori alla legalità, e forse anche noi dobbiamo fare mea culpa.

Dobbiamo impegnarci tutti affinché questo stato di diritto possa far esprimere le tante belle potenzialità della Calabria. Dobbiamo farlo per dare speranza al futuro. È questo il miglior modo di onorare Jole”.

“Cosa ci lascia Jole come testamento e testimonianza di cui fare tesoro? La dignità, la riservatezza e la sua delicatezza – ha detto il presule nell’omelia – non cedendo mai alle provocazioni. Ma anche il coraggio con cui ha affrontato la malattia, non facendola mai pesare sul suo lavoro e sulla sua attività amministrativa. La malattia, diceva, ti fa conoscere la libertà e ti spinge a non avere paura più di niente. È stata una donna intelligente, preparata e determinata, capace di vivere il suo ruolo al meglio per il bene comune. Cara Jole, prega per noi, ora che sei davanti alla verità e alla misericordia di Dio”. Al termine il feretro di Jole Santelli è uscito dalla chiesa accompagnata da un lungo applauso.