Quando nel centro storico c’era la Upim…

Intorno agli anni ’60, anche a Catanzaro apre la Upim. La sua prima sede venne inaugurata in Piazza Prefettura

Più informazioni su

Raccontare di alcuni punti vendita del passato di Catanzaro, significa rivivere particolari anni che hanno segnato un percorso della nostra città. Il nostro centro cittadino, pian piano si adeguava “ai tempi”, cercando di instaurare quel progresso economico/commerciale che poteva dare più opportunità, soprattutto alle famiglie. E fu così, che, anche nella città di Catanzaro, aprì il grande magazzino della “Upim”, un luogo di cui molte generazioni, serbano dei piacevoli ricordi.

UN PO’ DI STORIA. Brevemente, si vorrà delineare la storia di questo “grande magazzino”, ricordando la sua nascita e la sua evoluzione commerciale. La Upim nasce primariamente a Milano sul finire del 1927, aperto quasi in via sperimentale, un magazzino a “prezzo unico”, dove venivano venduti articoli con prezzi che variavano da 1 a 5 Lire. Il successo fu immediato, tanto che nel 1928, si costituì la società UPI (Unico Prezzo Italiano), e di lì a poco divenne UPIM ( Unico Prezzo Italiano Milanese) per differenziarla dall’omonima agenzia di pubblicità preesistente. Nell’ottobre dello stesso anno, venne aperto a Verona un punto vendita, con un vasto assortimento. La caratteristica era proprio quella del prezzo, che, come si evinceva dal nome, adduceva “all’unico prezzo in mostra”, la metodologia usata era quella di pagare all’ingresso, acquistando un “biglietto”, che equivaleva a quanto si sarebbe speso. Tutto ciò, al fine di evitare situazioni incresciose date dall’ingresso di mendicanti o ladri, che, occasionalmente potevano rubare la merce in esposizione. La catena dei magazzini, ebbe un considerevole successo e altre sedi vennero aperte in svariate città d’Italia. Nel ’69 la Upim entra a far parte del gruppo de “La Rinascente” e, intorno agli anni ’70, le sedi erano circa 150. Negli anni susseguenti, si avviò verso la formula del “franchising” entrando anche in concorrenza con la “Standa”, di nuova nascita, da qui il singolare slogan “Prima passa alla Upim”. Per circa ottanta anni, il grande magazzino fu sotto il marchio de “La Rinascente” per poi cambiare nel 2009 con il gruppo “Coin”. Ma, anche altri “brand” si accostarono, come “Croff” e “Ovs”. Le dinamiche commerciali hanno subito nei tempi una evoluzione, dal 2014 viene costituita una nuova divisione “Ovs – Upim”, separata dal gruppo “Coin”, con una nuova società la “Ovs S.p.A.”. Sempre che, “in itinere”, non siano avvenute altre diversificazioni.

L’UPIM A CATANZARO.

Intorno agli anni ’60, anche a Catanzaro apre la Upim. La sua prima sede venne inaugurata in Piazza Prefettura, al palazzo “INA”. Successivamente, il grande magazzino venne spostato su Corso Mazzini, al palazzo “C.E.R.T.”. Per la città fu una sorta di “evoluzione” commerciale, un “brand” rivolto alle famiglie, soprattutto a quelle che ricercavano la convenienza. Negli anni ’60 si abbandona un po’ quello che è il classico negozio, i grandi magazzini, dunque, prendono piede restando al passo con i tempi se non addirittura precorrendoli. Così anche per Catanzaro, il “grande magazzino”, significa “convenienza” e “innovazione”.
I MAGAZZINI. Nella “nuova” sede dell’epoca, su Corso Mazzini, i locali, ampi nella loro superfice, si aprivano all’ingresso con una zona dedicata all’abbigliamento “unisex” per tutte le età, inoltre, reparti di profumeria, bigiotteria, cosmetica ed accessori. La parte centrale del piano, veniva quasi sempre adibita ad esposizione nei periodi di festa o cambi di stagione, per esporre la merce inerente. Un’ampia scala portava poi al piano inferiore, dove i vari reparti erano per lo più dedicati ai “casalinghi”, ma, si trovava di tutto, dalla biancheria per la casa, al necessario per la “cucina” ed anche tendaggi e tappeti. Sempre nella zona inferiore, un reparto dedicato ai giocattoli, una “calzoleria” per la risuolatura delle scarpe e un angolo predisposto per il “duplicato delle chiavi”. Inoltre nei periodi “clou”, come Natale e feste similari, un addetto impacchettava i grossi acquisti e, volendo, si poteva far recapitare a casa quanto comprato. Dunque, vari i servizi che si offrivano, per incrementare quella sorta di efficienza che contraddistingueva il grande magazzino.

LE COMMESSE. Ma, le vere “protagoniste” del punto vendita erano loro, le “commesse”. Il “savoir faire” era d’obbligo, la cortesia, quindi, al primo posto, ma ugualmente l’aspetto doveva essere impeccabile. Rigorosamente in divisa, uno “chemisier” azzurro a copertura degli abiti personali, che non erano mai pantaloni, ma gonna e scarpe anche con un po’ di tacco. L’aspetto esteriore, contava molto, tant’è che nel periodo in cui il grande magazzino era sito in Piazza Prefettura, venne instaurata una sorta di “convenzione” con il signor Umberto Lamanna ( meglio conosciuto con il nomignolo di “Bebè”), che possedeva una parrucchieria in “Via De Grazia”. Le commesse, potevano usufruire di questa opportunità, facendo una “piega” pagata interamente dall’azienda ed eventuale “pettinatura” settimanale, sempre in maniera gratuita. A proposito della clientela, una volta, il “contatto” instaurato era diverso, contraddistinto da quella sorta d’impeccabilità che seguiva dei criteri, un tempo più “rigidi”. Certamente, il ricordo che rimane di quegli anni, resta vivido nella mente di chi lo ha particolarmente vissuto. Ed è proprio la signora Giovanna Lagonia di Catanzaro, a dare la sua testimonianza, avendo lavorato nella sede di Corso Mazzini per ben ventidue anni, a cominciare dagli anni ‘70, fino alla chiusura. “Sono stati degli anni meravigliosi – infatti dichiara – l’azienda era perfetta in tutto. Ho sempre svolto il lavoro con grande passione e anche fra colleghe c’era un rapporto speciale. Le nostre divise, erano particolarmente eleganti e diverse, l’ultima che ho indossato era composta da una gonna blu, con una camicetta bianca a righine verdi e un cardigan sempre di colore blu e, ovviamente a corredo, la targhetta “Upim”. L’azienda, ha sempre tenuto molto ai dipendenti, non mancavano i regali nel periodo natalizio, se ci si sposava o ancora per la nascita di un figlio”. “Ma, non mancavano neanche i regali dei compleanni – dichiara ancora – infatti ad ogni “data importante”, l’azienda si premuniva di fare persino i festeggiamenti. Anni di cui serbo un ricordo bellissimo!”. Il racconto della signora Lagonia non finisce qui e, infatti sottolinea ancora, come anche nella sede di Corso Mazzini, c’era la possibilità di usufruire del parrucchiere con dei “biglietti omaggio”, della presenza di un “visagista” in azienda che a volte andava per truccarle e dei numerosi premi che la sede di Catanzaro aveva ricevuto come riconoscimento per le vendite. Tutto questo, finché l’azienda si trovò a dover chiudere, probabilmente per problemi legati ai locali e vani furono gli “scioperi” di chi vi lavorava.

CHIUSURA E CAMBIO SEDE. Pertanto, nel febbraio del 1992, la sede di Corso Mazzini, viene chiusa definitivamente. Il grande magazzino, aveva intanto aperto nel 1990 una sede nella zona di Via G. Da Fiore, di dimensioni più piccole, sempre a denominazione “Upim”, tuttora operativo. Ma, il ricordo del “grande magazzino” nel Centro Storico, resta per molti indelebile. Restano unici i momenti passati dagli studenti che “marinavano” la scuola e vi andavano per passare il tempo o delle tante signore con il loro “shopping” settimanale o ancora delle famiglie, che ne usufruivano per i classici acquisti. Certamente, rimane ancora impresso quel “buongiorno” detto, con amabile cortesia, dalle commesse, indicate spesso come le “signorine della Upim”!

(foto dal web)

Più informazioni su