Processo Pietranera, pm chiede pene da 8 a 18 anni di reclusione foto

Il procedimento è legato all'operazione della Polizia che nel 2017 portò alla luce estorsioni ai danni di imprenditori agricoli

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Oltre un secolo di carcere è stato richiesto della procura a carico degli otto imputati nel processo scaturito dall’indagine “Pietranera” che nel dicembre del 2017 è sfociato nell’operazione condotta dalla Squadra mobile della Questura di Catanzaro che ha portato alla luce una vicenda di estorsioni ai danni di due imprenditori agricoli di Badolato, i baroni Lucia ed Ettore Gallelli.
Queste le richieste di condanna formulate dal pm della Dda Debora Rizza al collegio del Tribunale di Catanzaro presieduto da Carmela Tedesco:
Vincenzo Gallelli, 1943, detto “Cenzo Macineju”: 18 anni e 1500 euro di multa;
Andrea Santillo, 1960, detto “Nuzzo”: 12 anni e 10mila euro di multa;
Antonio Santillo, 1989: 12 anni e 10mila euro di multa;
Antonio Gallelli, 1980, 15 anni e 12 mila di multa;
Francesco Larocca, 1967: 12 anni e 15mila di multa;
Giacomo Nisticò 1967,: 9 anni e 7 mila euro di multa;
Giuseppe Caporale, 1981: 15 anni e 12mila euro di multa;
Antonio Luciano Papaleo, 1966: 8 anni e 6 mila euro.

Per tutti il pubblico ministero ha chiesto il riconoscimento dell’aggravante mafiosa.

Le attività investigative, condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno permesso di accertare che il capo cosca  Vincenzo Gallelli sin dai primi anni ’90 imponeva la “guardiania” sulle proprietà della famiglia di Badolato, fissando le modalità di sfruttamento dei terreni, costringeva di anno in anno gli imprenditori a concederli a pascolo ed erbaggio a propri familiari, nipoti e pronipoti, impedendone in tal modo il libero sfruttamento commerciale da parte dei legittimi proprietari.

La pressante condizione di assoggettamento ed omertà imposta ai titolari dell’azienda agricola, realizzata anche con sistematici danneggiamenti alle strutture dell’impresa, li aveva costretti a modificare e rivedere i termini e le condizioni contrattuali stabiliti con altri operatori agricoli, la cui presenza doveva rappresentare una sorta di argine alle pretese ed ai condizionamenti di  Vincenzo Gallelli .

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