Vigilanza: la ditta attiva la Cassa integrazione, ma la Regione non aveva richiesto la riduzione dell’attività

Scattano le verifiche dell'Inps

Forse non era soltanto questione di accessi incontrollati nella Cittadella. La polpetta del servizio di vigilanza della Regione Calabria affidato all’esterno, che costa la bellezza di 1,6 milioni di euro all’anno, è diventata avvelenata. Tossine pericolosissime si sono sprigionate dall’ultima volta che il sindacato CSA-Cisal si era occupato della vicenda. Poco più di un mese fa- si legge in un comunicato stampa del sindacato–  si è dato conto di una durissima reprimenda firmata dalla dirigente del settore “Economato” e dal direttore dell’esecuzione del contratto (Dec). Quella nota, datata 5 agosto, aveva messo in riga le criticità nell’esecuzione del servizio. Non solo, appunto, un numero incontrollato di presenze esterne (nonostante il Covid-19), ma anche diversi “disservizi” partiti con il venir meno del referente dell’Rti (Sicurtransport Spa e Torpedine srl), come il mancato aggiornamento tecnico previsto nell’offerta, ma anche la richiesta del “rispetto pieno e incondizionato del CCNL, specie in materia di orario di lavoro e dispositivi di protezione individuale, e l’impiego corretto dei sussidi a sostegno del reddito e dell’occupazione”. Ecco, nel frattempo, divampante è diventata la questione del rispetto del contratto collettivo e il corretto impiego degli ammortizzatori sociali.

LA NOTA DEL RUP DEL 27 LUGLIO: “PERSONALE IMPIEGATO OLTRE L’ORARIO DEL CONTRATTO”

Ricostruiamo meglio la vicenda. Questa presa di posizione dell’Amministrazione regionale era scaturita da una vibrante nota del Responsabile unico del procedimento (RUP) dell’appalto firmata pochi giorni prima. Il 27 luglio – rivela il sindacato CSA-Cisal –, dandone comunicazione al Dec (direttore dell’esecuzione del contratto), il RUP scrive: “pervengono allo scrivente notizie circa turnazioni del personale impiegato nella commessa effettuate oltre il limite dell’orario stabilito da contratto. Attesa la delicatezza della questione ed i possibili risvolti negativi connessi – si legge ancora –, si richiede il più rapido ripristino delle modalità di verifica e controllo per come già adottare nel precedente contratto e in particolare viene richiesta la trasmissione preventiva dei prospetti di turnazione settimanali e il ripristino del foglio firma del personale vigilante”. A quanto pare c’era qualcosa che non andava.

DOCUMENTI SUL PERSONALE NON TRASMESSI, NONOSTANTE L’ONERE NEL CAPITOLATO DELL’APPALTO. RISCHIO SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI 

A distanza di quasi due mesi il Rup, che evidentemente non ha ricevuto alcun tipo di riscontro, ha deciso di scavare fino in fondo nella spinosa questione. Il primo ottobre “rispolvera” una vecchia richiesta inviata all’Rti a gennaio in cui si chiedevano le attestazioni di regolare retribuzione delle maestranze impiegate nella commessa, con evidenza della disposizione di bonifico ed il relativo elenco del personale in servizio, oltre all’evidenza dei versamenti retributivi e contributivi. Ebbene, il Rup scrive nero su bianco: “ad oggi (primo ottobre) la disposizione impartita è stata disattesa, si sollecita la trasmissione della documentazione amministrativo-contabile di cui alla citata disposizione, per il periodo scoperto e per il futuro seguito del periodo contrattuale, significando che in assenza si procederà alla sospensione dei pagamenti e al contestuale rifiuto delle fatture. Si fa presente – aggiunge il Rup – che dovranno essere altresì trasmesse, unitamente al resto della documentazione, le buste paga di ogni singolo dipendente impiegato e rientrante nella commessa regionale”. Incredibile, la società (Sicurtransport) non ha trasmesso tutti questi documenti sui dipendenti, fondamentali per verificare la corretta prosecuzione del contratto con la Regione. Ricordiamo – sottolinea il sindacato CSA-Cisal – che fra gli oneri in capo alla ditta del Capitolato dell’appalto della vigilanza c’è quello di rispondere alle richieste dell’Amministrazione in tema di rispetto del CCNL e dei versamenti degli emolumenti e dei contributi ai lavoratori. Se tutto fosse in regola, come mai la Sicurtransport non comunica questi dati?

SICURTRANSPORT HA AVUTO ACCESSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE, MA LA REGIONE NON HA RIDOTTO L’ATTIVITÀ. SCATTA LA VERIFICA DELL’INPS

Il 5 ottobre un nuovo colpo di scena. Con una missiva a triplice firma, della dirigente del settore “Economato”, del Rup e del Dec e notificata alla direzione generale dell’Inps Calabria, all’Ispettorato del Lavoro e al settore “Politiche Attive e superamento del precariato” del dipartimento regionale “Lavoro, Attività Produttive e Sviluppo Economico” viene reso noto che la Sicurtransport Spa ha avuto accesso, con decreto 4997 del 4 maggio, alla Cassa integrazione. Risultano 419 beneficiari per un contributo complessivo di 632.722 euro. La nota riporta: “Ai fini delle successive verifiche sul corretto utilizzo dell’intervento, nell’ambito delle rispettive competenze, si comunica che: l’azienda nel periodo emergenziale non ha subito alcun tipo di riduzione delle attività da parte dell’Amministrazione regionale e ha fatturato con regolarità i corrispettivi contrattuali”. Questo, come noto, era uno dei requisiti per l’accesso alla Cig. Inoltre, si legge: “Nell’elenco dei lavoratori per i quali è stato autorizzato il trattamento di cassa integrazione in deroga, è incluso il personale impegnato nella commessa regionale”. In pratica, pur se la Regione non ha richiesto la riduzione delle attività durante la prima ondata del Covid-19, tant’è che Sicurtransport ha regolarmente fatturato, la ditta ha richiesto la Cassa integrazione per il personale impiegato. Un vero e proprio atto di accusa. Gli atti prodotti dall’Amministrazione ipotizzano che l’azienda avrebbe utilizzato l’indennità della Cig per coprire la retribuzione del personale pur non avendo subito nessun taglio delle attività e delle liquidazioni da parte dell’Ente regionale. In ogni caso, l’Inps Calabria, in data 19 ottobre – rivela il sindacato CSA-Cisal –, ha richiesto il registro delle presenze del personale della Sicurtransport impegnato nella commessa regionale dal 30 marzo al 2 agosto per cominciare a effettuare le verifiche dopo la pesante segnalazione del 5 ottobre.

LA SICURTRANSPORT SIA TRASPARENTE E TUTELI I LAVORATORI

Questo carteggio e le possibili conseguenze hanno reso la faccenda dell’appalto del servizio di Vigilanza da allerta rossa. In questi casi (come in altri), il sindacato CSA-Cisal ritiene che due debbano essere i punti cardinali: la legalità e la tutela dei lavoratori. Sul primo fronte non possiamo che apprezzare la solerzia del Rup che di fronte a possibili profili di irregolarità non ha esitato a mettere tutto per iscritto senza voler scendere a compromessi. Ci auguriamo, a questo punto, che la condotta del Rup, evidentemente indirizzata a salvaguardare l’interesse dell’Ente, non sia vista come un demerito da attribuirgli e proprio per la sua attività non sia rimosso dall’incarico, cosa purtroppo già accaduta in Regione Calabria. In questo senso ci auguriamo che le verifiche dell’Inps siano puntuali e risolute. Come sempre vale il principio: chi sbaglia paga. Soprattutto in questo caso, e veniamo al secondo aspetto, dove potrebbero esserci state violazioni del contratto collettivo a danno dei lavoratori, oltre che un’ipotetica indebita attivazione della Cassa Integrazione. Siamo preoccupati perché i dipendenti della Sicurtransport potrebbero rimanere coinvolti in una situazione certamente non causata da una loro responsabilità, quanto piuttosto della gestione da parte della ditta. È evidente però, come scritto dal Rup, che si rischia la sospensione dei pagamenti della commessa e forse qualcosa in più se tutto non sarà sanato. Per questa ragione la società chiarisca immediatamente la sua posizione e regolarizzi le comunicazioni che finora non ha fornito all’Amministrazione regionale nonostante lo specifico onere previsto dell’articolo 14 del capitolato. Ci aspettiamo che l’azienda dissolva tutti questi dubbi che sono sorti fornendo i documenti richiesti, magari comprovando la regolarità del proprio operato. Così come siamo certi che, nel caso di ulteriore inerzia della ditta, il settore “Economato” adotterà le azioni necessarie per ripristinare il corretto funzionamento e parimenti l’Inps farà la sua parte. Pretendiamo la massima trasparenza. In ogni caso – conclude il sindacato CSA-Cisal –, staremo sempre dalla parte dei dipendenti che non dovranno subire alcun danno ingiusto da eventuali errori altrui.