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Bar e ristoranti, nuovi sacrifici, rinunce e paure foto

Gli imprenditori del settore: "Non riusciamo a ragionare, noi costretti a compiere scelte dolorose, provvedimento eccessivo."

Nuova serrata per bar e ristoranti con chiusura anticipata alle 18.00. Un provvedimento che vuol dire tanto amaro in bocca per la categoria di imprenditori del settore che a Catanzaro, dopo il primo lockdown, è riuscita a respirare un po’ di ossigeno. Impegno e sacrificio nella stagione estiva, con incassi accettabili, certamente buoni per far quadrare i conti e rientrare con le perdite dei mesi di inizio pandemia. E proprio quando la situazione stava tornado alla normalità una nuova battuta d’arresto, che vuol dire ancora una volta sacrifici, rinunce e paure.

Non riusciamo a ragionare, il momento è delicato

“Il nuovo dpcm ci ha rovinato, per noi è un momento delicato, quasi non riusciamo a ragionare per la paura – ha detto Santina Pultrone de I vinattieri – i nostri clienti a pranzo si sono ridotti di molto, la chiusura alle 18.00 è un gran problema per la mia attività.” E c’è da considerare che anche l’implementazione dello smartworking, con il conseguente calo di presenze di clienti in pausa pranzo, già risicati in una città come Catanzaro, ha minato gli incassi di alcune attività:

“Le cose non stavano andando benissimo, ma almeno nel weekend riuscivamo a recuperare qualcosa con le serate, ora si complica tutto, è un provvedimento troppo penalizzante.”

A breve scadranno contratti, non possiamo rinnovarli, tanto rammarico

Settimana scorsa la chiusura obbligata alle 24.00, criticata ma tutto sommato anche accolta con poco astio dai ristoratori, perché se ci sono sacrifici da fare, ognuno rinuncia a qualcosa, ieri il nuovo provvedimento, oggi tanta paura. Le restrizioni in alcuni casi intaccano l’80%, e per alcune attività anche il 100%, delle entrate. Quali decisioni per gli imprenditori? Quelle a cui un datore di lavoro non vorrebbe mai giungere:

“Non posso rinnovare i contratti che scadranno a breve, la mia attività non riesce a sostenere i costi per l’apertura di qualche ora a settimana – ha precisato Paolo Lanzelloti del ristorante Lido di Squillace – non è una bella situazione, o si ha qualcosa da parte per sostenere questo periodo o in parecchi a fine pandemia o anche prima saranno costretti a chiudere l’attività.”

“Apro alle 19.00, alle 18.00 devo chiudere”: difficoltà per chi lavora solo la sera

Comune paura e tanta delusione per una categoria che ha investito e fatto rinunce per garantire sicurezza a dipendenti e clientela. Erano riusciti a reagire nell’incertezza della ripartenza ed ora si trovano con le mani tagliate: “Per un’attività come la mia che apre alle 19.00 chiudere alle 18.00 è paradossale – spiega Francesco Andreanò dello Chapò – pagherò lo scotto di questo nuovo dpcm e sarà la stessa cosa per i miei colleghi. Dovrò ridimensionare l’organico, una scelta che rattrista, ma non ho alternativa.” L’attività d’asporto tamponerà qualche spesa ma non sarà sufficiente a coprire tutti i costi fissi, la decisione per gli imprenditori è troppo drastica, mezzanotte era il giusto compromesso, chi lavora solo nelle ore serali ora deve fare i conti con un grosso problema.

“Sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, Catanzaro è una piccola realtà – ha concluso Andreanò – sarebbe stato più giusto una differenziazione per regione, ho paura e mi dispiace perché siamo riusciti a reagire, ma rimango fiducioso perché passata la tempesta saremo bravi a rialzarci nuovamente.”