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Le vittime del Covid sul fronte economico

Le proposte di Luigi Biamonte di ConfimpresaItalia Calabria

“Accanto ai bollettini quotidiani che vengono diramati sull’andamento sanitario della pandemia credo sia giusto diramare un altro drammatico bollettino che riguarda l’andamento degli infettati e deceduti sul fronte economico che il Covid produce”.

È quanto sostiene Luigi Biamonte di ConfimpresaItalia Calabria in una nota sulle conseguenze economiche derivanti dalla pandemia.

 L’infezione nell’economia è dilagante  e riguarda quasi la totalità delle attività. È proprio nell’economia che il virus è attivissimo, altamente contagioso, fortemente letale e agente in un tessuto con scarse cure e tutele

L’azione stessa dello Stato genera distorsione nell’economia reale, sostiene Biamonte che continua: “Uno Stato che non si accorge della desertificazione dei centri storici e delle periferie dovuta alla progressiva e inesorabile chiusura delle attività commerciali, artigianali e produttive. Uno Stato che non si accorge che la desertificazione lascia cavalcare in ampie periferie il malaffare e la criminalità organizzata. Uno Stato che non si accorge di una desertificazione che annulla la socialità, che deprime la crescita culturale, che annienta la possibilità di offrire un futuro quanto più al riparo da incertezze ai nostri figli. Un’Italia retta dal Direttorio “CTS” e da un Governo capace solo di fregiarsi di come si sia stati bravi ad affrontare la prima ondata Covid (facile con una chiusura totale) ed incapace di programmare misure di reale contrasto alla seconda ondata come potrà reggere all’urto della pandemia? Un’Italia gestita da una pletora di burocrati incompetenti e solo attenti alle loro rendite di posizioni quali azioni può gestire per il governo dell’economia? Un’Italia che da maggio ad ottobre ha visto il Governo ed il Parlamento occuparsi di monopattini, bici, banchi (sempre con ruote tanto che la famosa” circolarità” è ridotta solo a questi oggetti) ed elezioni quali soluzioni serie, programmatiche, univoche potrà mai offrire ai suoi cittadini? ConfimpresaItalia non ha, certamente, soluzioni miracolistiche ma chiede a gran voce un immediato intervento su pochi ma essenziali punti: – Costo degli affitti – Riduzione delle tasse (se non annullamento di quelle locali) -Facilitazione dell’accesso al credito – Ristoro immediato delle attività colpite dal nuovo DPCM che non sia condizionato alle eventuali posizioni debitorie del contribuente verso l’Agenzia delle Entrate. Pochi punti ma, per noi, cruciali. Pochi punticonclude il rappresentante di ConfimpresaItalia Calabriache se non vedranno soluzione peggioreranno la già triste situazione”.