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Marcedusa: ripulita una discarica abusiva grazie alla sinergia fra pubblico e privato

Si tratta di un’area ai margini della strada utilizzata dalle comunità di Steccato di Cutro, Botricello, Marcedusa e Mesoraca

Educazione ambientale, senso civico, amore per il proprio territorio. Questi sono i tre concetti chiave dell’operazione di pulizia che si è verificata in questi giorni nel territorio di Marcedusa, piccolo centro del catanzarese.

Un’area ai margini della strada, utilizzata dalle comunità di Steccato di Cutro, Botricello, Marcedusa e Mesoraca, era diventata nel tempo una piccola discarica abusiva a causa di un incivile e irregolare conferimento di rifiuti di passanti, in particolare nel periodo estivo.

Ottavio Calzone, marcedusano da anni emigrato in Austria, e Robert Noebauer austriaco purosangue e innamorato del piccolo borgo di origine greca e arbereshe, supportati dall’Amministrazione comunale di Marcedusa, guidata dal sindaco Domenico Garofalo, hanno volontariamente ripulito l’intera area per amore del proprio territorio. L’intervento è stato completato dalle imprese Scandale e Garardo, entrambe di Marcedusa.

“Il rispetto dell’ambiente – ha affermato il primo cittadino Garofalo – è uno dei punti cardine della nostra Amministrazione. L’area in questione  è situata su una strada di passaggio lontana dal centro abitato e difficile da controllare.  E’ incredibile l’inciviltà di chi getta rifiuti per la strada in maniera indiscriminata senza educazione e rispetto per se stessi, gli altri e le generazioni future. Questa operazione vuole essere un esempio per tutti, in particolare per i giovani del comprensorio, sono loro il nostro futuro. Ringrazio i nostri amici austriaci per la forte volontà di guidare questo intervento e le imprese che l’hanno completata. Cercheremo di monitorare anche con strumenti tecnologici le nostre aree e con l’aiuto delle forze dell’ordine prenderemo pesanti provvedimenti verso coloro che gettano rifiuti in maniera irresponsabile senza rispetto  verso l’ambiente, verso il futuro e la salute delle nostre comunità”.