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Ludovico: “Lui indifendibile, ma noi colpevoli per aver lustrato le scarpe al potente di turno”

L'avvocato catanzarese sulla bufera scatenata dall'intervista dell'ormai ex commissario alla sanità

di Antonio Ludovico*

Indifendibile
Neanche un novello Cicerone, nemmeno un redivivo Perry Mason o un altro celebrato principe del Foro avrebbe argomenti per difendere ciò che rimane della bistrattata sanità calabrese. Strepitano i social, tuonano i gruppi whatsapp, si alzano le voci di biasimo e sconcerto per l’inadeguatezza, l’approssimazione, l’impreparazione di colui che avrebbe dovuto tutelare la salute ed anche la sicurezza del popolo calabrese; di colui che alla prima domanda di un cronista (quello sì preparato), rimane a bocca aperta , senza offrire nessun argomento. Come se la cosa non lo riguardasse, come se gli avessero fatto una domanda sul sesso degli angeli o sulle città più importanti del Guatemala. Niente, il nulla condito col niente.

Noi  siamo colpevoli per aver lustrato le scarpe al potente di turno

Per fortuna a Roma se ne sono accorti subito e stanno provvedendo alla necessaria sostituzione. Inutile aggiungere che noi tutti non possiamo chiamarci fuori da uno scandalo che ci accomuna in un concorso che ritengo necessario e pernicioso. Noi infatti siamo colpevoli per aver lustrato le scarpe al potente di turno, per aver affollato le segreterie politiche in cerca di un misero favore, per aver scavalcato i più meritevoli nei concorsi pubblici, per aver accettato di piegare il capo anche di fronte al sopruso, per non aver saputo difendere la nostra dignità, per non aver saputo creare un futuro ai nostri figli, per essere scesi a patti con il malaffare o, peggio ancora, con la mafia. Siamo tutti colpevoli per aver difeso in passato l’indifendibile, per aver accettato le palesi ingiustizie in cambio di un piatto di lenticchie.

Le conseguenze, a volte, sono il frutto di ciò che miseramente si è seminato. E le lamentele, come al solito, appaiono inutili e tardive.

*Avvocato