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Davide Zicchinella denuncia: che fine ha fatto la task force voluta da Jole Santelli?

Plaude alla scelta Giuseppe Zuccatelli come commissario

Che fine ha fatto la “Task force Calabria” voluta dal compianto presidente Jole Santelli per meglio affrontare la pandemia?

A chiederlo senza tante perifrasi è il consigliere provinciale  Davide Zicchinella che, in una nota stampa, plaude alla scelta di nominare Giuseppe Zuccatelli nel ruolo di Commissario per la sanità  e conferma quanto già detto: la Calabria è zona rossa perché non ha un piano anticovid e non ha speso bene i soldi stanziati per difendersi dal virus Sars Cov-2.

Scrive il primo cittadino di Sellia: “ Il 16 marzo scorso la Regione Calabria, per iniziativa diretta della compianta Presidente Santelli, si è  dotata di una Task Force denominata appunto “Task Force Calabria”, che affiancasse le Giunta Regionale nel bel messo della prima ondata pandemica, a meglio orientare le proprie scelte.  All’interno figuravano (figurano ancora?) , fra gli altri,  nomi di primissimo piano fra cui il Prof. Raffaele Bruno direttore malattie Infettive Policlinico Pavia; il prof. Paolo Navalesi direttore istituto Anestesia Università di Padova; il prof. Franco Romeo direttore U.O.C. Cardiologia Università Tor Vergata di Roma. Insomma insigni cattedratici che avrebbero potuto, ieri ed oggi, aiutare la nostra pessima (come si è mediaticamente scoperto in questi giorni) classe dirigente e politica calabrese. Che fine abbia fatto questo importante gruppo di lavoro non è  dato saperlo. Non è azzardato ipotizzare che, appreso lo stato della sanità calabrese e la totale disorganizzazione delle sue articolazioni, dalla struttura commissariale al dipartimento regionale, arrivando all’ultimo ufficio dislocato per le lande calabresi, siano scappati a gambe levate!!! Sta di fatto che senza supporti tecnici la nostra politica naviga a vista, il consiglio regionale si riunisce, con ore e ore di ritardo ( neanche l’emergenza della pandemia in atto riesce a renderli più puntuali e responsabili!!!) per chiedere di uscire dalla “Fascia Rossa”. Che bella figura avremmo farro se nel documento approvato dal Consiglio Regionale (inviato pure al Presidete Mattarella)  vi fosse stato un bel documento vergato pure da questi insigni consulenti sopra citati. Invece si elencano i numeri dei casi, dei tamponi fatti, la la percentuale di positivi, si critica la struttura commissariale (fuori tempo massimo) senza rapportate questi freddi numeri alla realtà sanitaria calabrese. Forse i nostri rappresentati istituzionali, negli anni, hanno ingrossato o numeri degli “emigranti sanitari” e per questo non hanno piena contezza di ciò di cui parlano: dello sfascio della sanità calabrese! Anche ai miei occhi, pur  avendo solo sostenuto un esame di biostatistica ( al primo anno di medicina) ed uno di Igiene ( al sesto anno), invece, i dati dei contagi in Calabria, mi preoccupano eccome, specie perché, da operatore sanitario sul caldo fronte del territorio, penso di conoscere abbastanza bene la nostra “malatissima” sanità regionale. Ieri abbiamo sfiorato i 400 casi. Solo due mesi fa non superavamo i 10, e tra luglio ed agosto eravamo a zero. I  numeri ci dicono che senza questa (non certo indolore) chiusura, a Natale avremmo avuto 1000 casi al giorno. Oltre  100 persone da ospedalizzare al giorno (non funzionando in Calabria la medicina territoriale). Oltre 20 persone con necessità di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva al giorno. In una regione in cui con 200 casi si è saturato già tutto e si tenta, tardivamente e con grande approssimazione, già a correre ai ripari. Siamo di fatto zona rossa se non nera.  La politica avrebbe il dovere di dirlo chiaramente non di fare speculazione elettorale e trovare capri espiatori   facendo un vigliacco scaricabarile. Avrebbero dovuto fare proposte operative e convocare h24 gli esperti chiamati a supporto. Non fare i turisti della politica!  Ma alle nostre latitudini gira tutto alla rovescia. Da sempre, da Pediatra prestato alla politica, ho sempre criticato  il commissariamento della Sanità in Calabria. Ma non oggi, in piena seconda ondata pandemica, con una legislatura finita tragicamente, e senza una guida eletta al comando della Regione. Non oggi.  Chiedere la fine del commissariamento oggi nella vacatio istituzionale è da folli. La prossima amministra è giusto che si misuri con i problemi della Sanità Calabrese prendendo i voti non per le solite logiche clientelari ma per le competenze messe in campo. Oggi prossime allo zero! Concludo con un accenno sul nuovo Commissario Zuccatelli. Parlo per esperienza diretta e non per sentito dire. Sa di cosa parla e  ha il coraggio delle scelte (ce ne vuole visto il marciume).  Cosa che è mancata fino ad oggi. E non credo che abbia bisogno di strigliate da parte di collaboratori, o peggio ancora uscieri! So che arriveranno anche 160 milioni per ripianare i debiti del sistema sanitario.  Come Sindaci saremo vigili e non faremo sconti a nessuna”.

#Lacalabriameritadipiu: lo scrive nella sua invettiva  il dottore impegnato in politica, così la pensano tantissimi cittadini calabresi.