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Quale sorte per Zuccatelli: valuterà anche se stesso?

Il supercommissario è anche a capo delle Aziende ospedaliere Pugliese e Mater Domini, sulle quali il Decreto Calabria gli conferisce poteri di nomina e di revoca

Un aspetto non secondario della nomina di Giuseppe Zuccatelli a nuovo Commissario ad acta per la sanità in Calabria – riduttivo limitarne l’azione al solo rientro dal debito sanitario – riguarda la contemporanea permanenza nei due incarichi di cui è titolare, l’essere cioè commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio De Lellis e dell’Azienda ospedaliera e universitaria Mater Domini, i due presidi sanitari di Catanzaro per i quali è da tempo avviata una procedura di integrazione che tuttavia non vede avvicinarsi un traguardo certo e definito.

Zuccatelli, che per un breve periodo ha svolto anche le funzioni di commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, è arrivato in Calabria a dicembre 2019 sulla scorta del primo Decreto Calabria. Il secondo decreto che rafforza le prerogative in capo all’Ufficio del commissario, approvato il 4 novembre scorso, ha dispiegato i suoi effetti ancor prima di muovere i primi passi e neanche in conseguenza della sua applicazione.

Quasi per inerzia c’è stato il repentino avvicendamento tra Saverio Cotticelli, dimissionario per l’arcinoto infortunio televisivo, e Giuseppe Zuccatelli, nominato nella serata di sabato 7 novembre da un fulmineo Consiglio dei ministri. L’ultimo decreto nulla stabilisce in proposito, né poteva prevederlo: si limita a definire le azioni di nomina proprie del commissario ad acta. Nel mentre vengono revocate le procedure selettive dei direttori generali delle aziende in corso di svolgimento – revocare vuol dire che non sono validi i passi finora effettuati dal dipartimento regionale, comprese la prima scrematura e le successive audizioni – è specificato che sarà il commissario ad acta a nominare, entro 30 giorni dalla propria nomina, previa intesa con la Regione, nonché con il rettore nei casi di aziende ospedaliere universitarie, un commissario straordinario per ogni ente, o anche per più enti, del servizio sanitario regionale. In mancanza d’intesa con la Regione entro il termine perentorio di dieci giorni – si legge nella bozza –, la nomina è effettuata con decreto del ministro della Salute, su proposta del commissario ad acta, previa delibera del Consiglio dei ministri, a cui è invitato a partecipare il presidente della Giunta regionale con preavviso di almeno tre giorni.

Trattandosi di istituti commissariali, si può derogare dalle usuali incompatibilità e contemporaneità di funzioni. Tanto è vero che nel decreto è prevista la possibilità che un unico commissario sia nominato per più enti, come nel caso di Zuccatelli prima della promozione. Non è dato sapere come si regolerà il “supercommissario” su se stesso. E certo sarà una delle prime cose che dovrà decidere. Potrebbe nominare un commissario per ciascuna delle due Aziende ospedaliere, anche se è più logico che il commissario sia uno solo, per via del processo di integrazione. Così come è possibile che rimanga comunque a capo delle due strutture, anche delegando per l’operatività per esempio uno dei due sub che il decreto gli assegna. Sempre per lo stesso principio che ne ha ispirato la nomina a supercommissario: non è detto da nessuno, ma neanche negato, che si sia scelto proprio lui sia perché di fiducia “politica“ del ministro Speranza, sia perché la situazione emergenziale non avrebbe sopportato figure nuove da introdurre nel difficile campo sanitario calabrese.

Compito che tra l’altro non tutti accettano di buon grado, se è vero che prima di Zuccatelli un altro candidato ha rifiutato: gli indizi portano su Thomas Schael, che si era allontanato da Cotticelli a giugno 2019, nel posto di sub commissario poi occupato a luglio da Maria Crocco. A proposito di Crocco, dovrebbe essere confermata nel ruolo di vice di Zuccatelli, che si avvarrà, come è noto, di due sub, a valenza amministrativa e sanitaria rispettivamente, oltre che di una struttura ben più corposa dell’attuale, forte di 25 unità di esperienza, e potendosi avvalere anche delle risorse umane del dipartimento. Non si sa nulla, viceversa, della sorte del fantomatico “usciere” che nel filmato di Titolo V ne sapeva molto di più del commissario Cotticelli, una delle due voci fuori campo. L’altra, la “Maria”, apparteneva sicuramente, anche per il piglio decisionista dimostrato, a Maria Crocco.

L’”usciere”, da molti è stato identificato in Saverio Mosciaro, dirigente regionale di permanenza costante nella stanza a fianco del dirigente generale del dipartimento, durante tutte le presidenze da Loiero in poi passando per Scopelliti, Oliverio e Santelli. Finora non ha fatto parte dell’Ufficio del commissario, ma avendo dimostrato molta competenza nel video di Titolo V, l’”usciere” può ben sperare in una promozione sul campo.