Quantcast

Ristori a Night club: Cristina Rotundo replica a Ivan Cardamone

"Distinguendo di fatto a modo suo, le attività tra categorie di Serie A e Serie B si rischia lo scontro sociale"

Più informazioni su

Nota stampa in replica all’articolo pubblicato a firma dell’Assessore Ivan Cardamone.

Il settore dello spettacolo a causa del Covid-19 è stato il primo a chiudere e sarà sicuramente l’ultimo a ripartire.
Sono oggettivamente lontani i tempi in cui la discoteca era la meta del divertimento e dello spasso del sabato sera. Colpa della crisi? No. Anzi. Le casse dello stato sono traboccanti di introiti legati alla nigthlife, 70 miliardi di euro sono gli incassi dello Stato, il 4% del Pil. Ma sono i gestori, e quindi le discoteche ad essere in rosso, a chiudere i battenti.

Il momento che stanno vivendo tutti gli addetti al settore dell’intrattenimento, che sembrano essere stati completamente dimenticati, padri di famiglia, collaboratori con contratti verticali part-time, almeno fino ad oggi, in tutti i decreti emessi dalle istituzioni è drammatico.

Questo è quindi un problema serio per tutti coloro che lavorano e vivono di questo mestiere, sempre poco considerato e poco tutelato nonostante gli Artisti siano sempre disponibili e in prima linea quando si tratta di fare esibizioni legate alla beneficenza,la domanda che ci facciamo in questo duro momento è: Noi ci siamo sempre e lo facciamo con il cuore, ma adesso…che finalmente hanno pensato a noi perché qualche delfino della politica ci punta il dito?
Questa è la domanda provocatoria alla quale vogliamo una risposta dal luminare “Avv.Cardamone”
Inoltre l’illustre “Avv. Cardamone” è al corrente di un sistema di tassazione che la gran parte degli esercenti definisce come “impossibile da sostenere: Prendiamo il prezzo del biglietto: il 22% è per l’Iva, il 16% riguarda l’imposta di intrattenimento, il 5% va alla Siae e il 2% è per l’Scf”. Un totale del 45%. “E con il restante ci paghiamo i contributi per i dipendenti, gli stipendi, i costi di gestione, quelli per il cibo e per le bevande. E gli utili che restano sono ulteriormente tassati del 57%.
C’è allora un modo per affrontare al meglio le suddette questioni e trovare una via d’uscita dal deperimento che la vita notturna, e gli altri settori lasciati fuori dall’attuale Dpcm, sta attraversando in quasi tutta Europa da oltre un decennio o l’unico modo per affrontarlo da parte del luminare “Avv. Cardamone” è scrivere una nota stampa che rischia solo di creare scontri sociali inutili distinguendo di fatto a modo suo, le attività tra categorie di Serie A e Serie B?

Cristina Rotundo
Consigliere Comunale
#fareperCatanzaro

Più informazioni su