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Aiga Catanzaro, lettera al presidente nazionale: “Situazione grave, subito ristori”

Tra le altre cose chiedono annullamento o sospensione del pagamento degli oneri fiscali e previdenziali

Riceviamo e pubblichiamo lettera invita al presidente nazionale Aiga da parte della sezione Catanzaro  

Illustre Presidente e Illustri componenti la Giunta Nazionale, 
la grave situazione che stiamo vivendo, ormai dal 9 marzo 2020, giorno in cui è stato disposto il lockdown totale, dovuta alla sempre maggiore diffusione del virus Covid-19, ha amplificato tutta una serie di problemi e carenze organizzative che attanagliano gli uffici giudiziari ormai da decenni, sia a livello locale che nazionale. 

Dinanzi alla complessità della situazione che i dirigenti vari uffici sono stati costretti, loro malgrado, ad affrontare non è corrisposta una adeguata quanto proporzionata risposta in termini organizzativi.
Per quanto riguarda la trattazione delle udienze, ad esempio, si è passati da un rinvio puro e semplice delle udienze, in corrispondenza con il periodo più cruento della pandemìa, ad una gestione delle stesse mediante celebrazione in presenza delle parti processuali, così come sin dall’inizio aveva proposto la sezione di Aiga Catanzaro in un comunicato inviato ai Presidenti del Tribunale e della Corte d’Appello di Catanzaro.
Ad oggi, in concomitanza con l’aumento dei contagi anche e soprattutto all’interno del nostro Tribunale, si chiede se sia stato fatto tutto il possibile per evitarlo e (cosa che riguarda da vicino tutti gli avvocati che ogni giorno frequentano i nostri Uffici giudiziari) quali sono gli strumenti che possono essere messi in campo per continuare a svolgere la professione, riducendo al minimo o eliminando del tutto i rischi di nuovi fenomeni. 

E’ di ieri una lettera a firma del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro e di tutte le associazioni forensi presenti sul territorio, compresa l’Aiga, che ha invocato una riduzione del carico giudiziario mediante una diversa organizzazione e distribuzione dei ruoli, ciò al fine di impedire al virus di diffondersi con il preoccupante ritmo attuale.
Si vuole precisare, sul punto, che, se è indubbia la difficoltà per i magistrati di indicare ad horas una o più udienze da celebrare, è altrettanto vero che una distribuzione ragionata delle udienze (che tenga conto delle peculiarità dei singoli processi) avrebbe potuto consentire agli avvocati di partecipare ai processi e, al contempo, ai magistrati di smaltire il ruolo giornaliero, evitando quegli assembramenti che purtroppo si sono verificati con una certa frequenza fuori dalle aule del Giudice di Pace, del Tribunale e della Corte di Appello di Catanzaro

Accanto ad una razionalizzazione delle misure organizzative ed a fronte delle possibili soluzioni che l’Aiga, insieme alle altre associazioni ed al COA, ha proposto, il nostro Sodalizio sottolinea che il blocco totale delle udienze e delle connesse attività di cancelleria non può che essere accompagnato da un adeguato ristoro, nei confronti degli avvocati, in termini economici (questione, quest’ultima, di competenza del Governo) data la peculiarità della situazione calabrese (dichiarata “Regione Rossa” dall’ultimo D.P.C.M.) ma, soprattutto, da un adeguamento degli uffici alle più moderne tecnologie, al fine di fornire al personale di cancelleria ed ai magistrati, costretti a lavorare in smart working, gli strumenti necessari per smaltire il lavoro quotidiano, con particolare riferimento a quegli Uffici (si pensi al Giudice di Pace) che non sono ancora stati coinvolti nel processo di telematizzazione avviato da anni dal Legislatore.

GRAVE SITUAZIONE A CATANZARO

Infatti, la grave situazione in cui versano i colleghi del foro di Catanzaro, ma non solo, impone una serie di riflessioni, prima fra tutte quella dettata dalle conseguenze che stanno investendo il comparto giustizia a seguito del provvedimento governativo che ha inserito la Calabria fra le regioni “rosse”. 
E’ evidente, infatti, che le restrizioni che sono state imposte con l’ultimo D.P.C.M. avranno ripercussioni anche in termini economici per la categoria degli avvocati calabresi, così come già accaduto durante i mesi di marzo, aprile e maggio.
Per questi motivi, ribadendo quanto già sottoscritto insieme alle altre associazioni di categoria ed al COA di Catanzaro, l’AIGA sezione di Catanzaro chiede al Presidente Nazionale AIGA, Avv. Antonio De Angelis ed alla Giunta Nazionale, di portare all’attenzione degli organi preposti la difficile e peculiare situazione degli avvocati del foro di Catanzaro (ma il discorso, come sopra detto, potrebbe valere sicuramente per tutti i colleghi della Calabria e delle altre Regioni dichiarate “Zona Rossa”) al fine di chiedere il giusto ristoro per le inevitabili conseguenze di carattere economico dettate dall’inserimento della Calabria nella c.d. “zona rossa”, attraverso strumenti come l’erogazione di contributi a fondo perduto, come già avvenuto durante il primo lockdown, nuovi prestiti a tasso agevolato, annullamento o sospensione del pagamento degli oneri fiscali e previdenziali, nonché di farsi parte diligente nel proporre il potenziamento degli apparati tecnologici in dotazione degli uffici giudiziari, sì da consentire da un lato il necessario adeguamento degli Uffici alle tecnologie attuali e dall’altro di permettere a tutte le parti in causa, magistrati, avvocati e personale di cancelleria, di lavorare nel miglior modo possibile in attesa di quel ritorno alla normalità che noi tutti auspichiamo. 

Il Presidente
Avv. Gregorio Casalenuovo