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Alter e Gioventù Nazionale (FdI): non di solo covid si muore

Dopo l’ennesimo scempio consumatosi in diretta tv nazionale, non possiamo più tollerare il danno e la beffa di commissari alla sanità riconfermati che mettono alla berlina davanti tutta Italia la propria sanità

Non una semplice azione di parte, ma un sentimento diffuso di non arrendevolezza.
Noi del Circolo Alter e di Gioventù Nazionale- si legge in un comunicato –  pretendiamo che le priorità non siano i proclami, i monopattini e le letterine a Babbo Natale.
Le cicatrici e i salti mortali compiuti da imprese, partite iva ed onesti lavoratori che agiscono nella legalità ci spingono a chiedere che gli sforzi richiesti non siano vani.

Perché se la stanchezza e l’insofferenza sono ormai a livelli non più gestibili, la colpa è delle scellerate decisioni attuate da un governo costantemente inadeguato ed in ritardo.
Una regione che si trova in zona rossa con il minor numero di contagi per numero di abitanti nonostante le misure di prevenzione adottate dai lavoratori di tutte le categorie che non accettano ulteriori perdite di tempo.
Il governo attui risposte concrete e tempestive che si facciano carico delle chiusure decise ai danni di quella fascia di cittadini che non possono lavorare, non possono portare il pane a casa, non possono garantire il quotidiano ed un futuro a loro e ai propri figli.
Dopo l’ennesimo scempio consumatosi in diretta tv nazionale, non possiamo più tollerare il danno e la beffa di commissari alla sanità riconfermati che mettono alla berlina davanti tutta Italia la propria sanità. Un settore già fortemente provato da anni di sprechi, casi di malapolitica e malasanità che hanno oscurato le tante eccellenze che lavorano a riflettori spenti.

Chiediamo – conclude il comunicato – ad alta voce che questa regione non rimanga teatro di logiche partitiche che tendano a premiare sensazionalismo e amicizia a scapito di merito e competenza, ma che sia coinvolta in prima persona ed in maniera virtuosa per contrastare una complicatissima pandemia.
Il tempo degli spettacolini di basso rango e del dilettantismo è finito.
I calabresi non possono essere lasciati da soli e trattati come l’ultima ruota del carro. Non siamo manichini. Non di solo Covid muore l’uomo