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Commissario ad acta, non tutti potrebbero farlo e l’indicazione non deve essere data dal ministro della salute

Il combinato disposto delle norme che regolano la questione Commissariamento scopre alcune falle di conoscenza da parte dello stesso Governo

Pretendere coerenza da un governo nato praticamente da una piattaforma dove si raccolgono consensi come i like sui social, che pesca anche nell’infinito pozzo de Il Grande fratello per scegliere i suoi avamposti e che, dopo lo strappo con i primi alleati, invece di ricucire ha messo una toppa di diverso colore, è forse davvero un esercizio di ottimismo che rischia di restare deluso. Ma sperare che il Governo sia consequenziale nei fatti  a quanto scritto negli atti, che dovrebbero essere la base della conoscenza per chi governa,  sarebbe il minimo sindacale  per un Paese democratico che ancora (non sappiamo per quanto) è tra le grandi potenze mondiali. E la Calabria, piaccia o no o se ne siano resi conto o meno gli esponenti eletti in questa terra, è ancora parte integrante dell’Italia. Lo sfascio che si sta consumando sulla pelle dei calabresi, è certamente colpa di calabresi stessi per aver operato da circa 50 anni (tanti ne ha il regionalismo) le stesse identiche scelte di rappresentanza e rappresentatività, che cambiano un pò nella veste ma alla fine restano uguali nella sostanza (ben poca a guardar bene),  ma oggi la  responsabilità è tutta sulle spalle di un governo che, probabilmente pensando che sia tutto “virtuale” sta giocando a scacchi con la salute della popolazione.

I requisiti del commissario ad Acta li stabilisce articolo 25-septies del del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119

Ma andiamo più nel dettaglio sulla mancata coerenza tra atti e fatti . Nel momento in cui questo Governo scriveva il decreto Calabria, che reiterava il commissariamento della sanità, avrebbe dovuto conoscere il testo dell’articolo 25-septies del del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119 in cui si leggeIl commissario  ad  acta  deve  possedere  qualificate  e comprovate professionalità nonchè specifica esperienza di  gestione sanitaria  ovvero  aver  ricoperto  incarichi  di  amministrazione  o direzione di strutture, pubbliche o  private,  aventi  attinenza  con quella sanitaria ovvero di particolare complessità, anche  sotto  il profilo della prevenzione  della  corruzione  e  della  tutela  della legalità”. Ma ancor di più, sempre il Governo, avrebbe dovuto conoscere questo semplicissimo dettato normativo nel momento in cui ha continuato a far nomi, un pò a caso.

Il nome del commissario ad acta non lo propone il minsitro della salute ma quello dell’economia e finanza

E ancor prima di fare nomi, sempre gli esponenti questo Governo avrebbero dovuto conoscere un’altra norma, quella contenuta nel decreto legge 159 del 2007, che istituisce i commissariamenti, in cui si legge che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, nomina un commissario ad acta per l’intero periodo di vigenza del singolo Piano di rientro”. Quindi, in Paese normale con un governo normale, sarebbe logico dedurre che i nomi fin qui fatti e le nomine partorite, quelle di Cotticelli e Zuccatelli comprese, siano state concertate da ben 4 ministri, ma soprattutto che il nome non debba farlo il ministro della salute ma il ministro dell’economia e finanza.

La legge 150 del 10 novembre 2020 ossia il decreto Calabria stabilisce che….

Ma questa parte di diritto amministrativo deve essere sfuggita perché l ’11 novembre, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è entrato in vigore il famigerato Decreto Calabria, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sottoscritto da  Conte, Presidente del Consiglio dei ministri  Speranza, Ministro della salute  Boccia,  Ministro  per  gli  affari regionali e le autonomie , Gualtieri, Ministro dell’economia e delle finanze, Dadone, Ministro  per  la  pubblica amministrazione  Lamorgese, Ministro dell’interno e con il  Visto, del Guardasigilli Bonafede  e i nomi che sono stati fatti fino ad ora sono tutti “caricati” all’area Pd del Governo, per il tramite del ministro Speranza. Il decreto viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il nome di Legge 150 ma nessun riferimento normativo viene fatto ai precedenti decreti che istituiscono i commissariamenti e definiscono i requisiti dei commissari ad acta, quasi come se questa legge 150 del 10 novembre 2020 si fosse scritta così dal nulla. (LEGGI IL DECRETO CALABRIA)

E il governo delle aziende ospedaliere Materdomini e Pugliese Ciaccio?

Ancora  all’art 2 si legge:Il Commissario ad acta, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con  la  Regione,  nonchè con il rettore nei casi di aziende ospedaliere universitarie,  nomina un Commissario straordinario per ogni ente, o anche  per  più  enti, del servizio sanitario regionale. In mancanza d’intesa con la Regione entro il termine perentorio di dieci giorni, la nomina è effettuata con decreto del Ministro della salute, su proposta del Commissario ad acta, previa delibera del Consiglio dei ministri, a cui è invitato a partecipare il Presidente della Giunta  regionale  con  preavviso  di almeno tre giorni. Il  Commissario  straordinario  è  scelto,  anche  nell’ambito dell’elenco nazionale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016,  n.  171,  fra  soggetti  di  comprovata  competenza  ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione  sanitaria  o di  gestione  aziendale,  anche  in  quiescenza”. E giusto per restare in tema di commissari, in quell’elenco sono molti i calabresi che potrebbero ricoprire il ruolo di commissari delle aziende ospedaliere. (LEGGI L’ELENCO NAZIONALE)

Trenta giorni dunque non dall’insediamento del commissario ma dall’entrata in vigore della legge, quindi venerdì 11 dicembre la Calabria dovrebbe avere già un commissario ad acta, ed in particolare, poiché Zuccatelli si è dimesso dal doppio incarico all’azienda ospedaliera Pugliese e all’azienda ospedaliera Materdomini  entro venerdì 11 dicembre dovrebbero essere nominati i due commissari straordinari, d’intesa con una Regione che però non solo è già in campagna elettorale (quindi con un rischio elevato che la cosa diventi oggetto di contrattazione politica)ma che comunque è in contrasto con l’attuale Governo. Se l’intesa non si dovesse trovare si arriverebbe a ridosso di Natale perché le due aziende ospedaliere più importanti abbiano il loro governo.

Tutto questo in un tempo che non è più scandito da ritmi normali ma scorre secondo quelle che sono “le esigenze” di un tiranno invisibile che si chiama Covid-19, che nel Mondo, e ancor più in Calabria si pretende di combattere con armi spuntate.