Farmabusiness, la Cgil annuncia di voler costituire parte civile nel processo

Attenzione puntata del sindacato anche sugli effetti sociali della pandemia

Riceviamo e pubblichiamo la nota della segreteria Cgil Calabria

Quanto accaduto nei giorni scorsi in Calabria, con le indagini condotte dalla Procura di Catanzaro relative all’inchiesta “Farma Business” e la  conseguente custodia cautelare, per ora di 19 indagati, conferma la pervasività della Ndrangheta, nel caso specifico del cosca Grande-Aracri, con responsabilità per associazione mafiosa, concorso esterno,scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro,beni e utilità di provenienza illecita ecc… finalizzata alla progettualità per la costituzione di una società per la distribuzione all’ingrosso di medicinali con una rete di punti vendita presenti in Calabria, Puglia ed Emilia Romagna.

Come se non bastasse oltre alla infiltrazione nelle attività commerciali, nel caso specifico del settore della distribuzione dei farmaci, una attività criminale che coinvolge istituzioni e che addirittura può godere del sostegno del  Presidente del Consiglio Regionale della Calabria,ora dimissionario, che sarebbe stato ricambiato con il sostegno alle elezioni regionali.

Da sempre lottiamo contro i fenomeni della illegalità e lo facciamo non solo attraverso la forza, la mobilitazione e la protesta del  mondo del lavoro ma anche con il coinvolgimento di tutti i soggetti che vogliono promuovere insieme a noi la  ri-costruzione di una Regione fondata su sviluppo, lavoro e legalità che contestualmente deve poter contare  sull’onesta delle persone, sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e su una classe dirigente animata da capacità e competenza al servizio della collettività calabrese  al fine di riscattare una  comunità  offesa pesantemente dall’illegalità e dalle conseguenti ingiustizie sociali subite.

Confermiamo, già da ora, la volontà di costituirci parte civile nei procedimenti conseguenti alla detta indagine e di compiere il massimo sforzo a collaborare e contribuire con la Magistratura e le  Forze dell’Ordine, che in Calabria stanno svolgendo una incessante attività di contrasto alla criminalità organizzata, alla mala-politica e al malaffare che si consuma  nelle  istituzioni.

Oggi vogliamo lanciare un ulteriore appello per un “patto sociale per la legalità” per costruire un serio futuro della nostra terra, che deve  vedere coinvolti il mondo del lavoro, le associazioni sociali, le imprese sane, il mondo delle professioni e tutti coloro che a vario titolo svolgono attività nelle istituzioni che devono essere improntate alla trasparenza e alla correttezza  a garanzia dei  servizi pubblici in favore di tutti i cittadini e per consentire le pre-condizioni necessarie per rilanciare lo sviluppo.

Infine vogliamo osservare che quanto sta avvenendo per effetto della pandemia renderà ancora più complesso il cammino verso legalità, sviluppo e lavoro, se è vero che alcuni autorevoli sondaggi indicano che in questa fase di emergenza sanitaria e conseguente emergenza sociale le uniche realtà a proliferare sono quelle legate  alle mafie, nel mentre domina l’insicurezza nell’intero contesto sociale, anche per questi motivi siamo impegnati in tutto il territorio calabrese ad essere al fianco dei più deboli e a contrastare le azioni di illegalità e di irregolarità che offendano dignità umana, lavoro e futuro delle persone.