Il “Caso Morra” imbarazza e inguaia ma lui rilancia: “Mi delegittimano perchè fanno parte di una strategia mafiosa”

Ma c'è anche chi non condivide la cancellazione della sua partecipazione dalla trasmissione Titolo V

Se il caso Morra sia solo una scusa per il Movimento 5 Stelle di liberarsi di un senatore che nelle ultime regionali non si è impegnato, per sua stessa ammissione, nel sostegno al candidato del Movimento, o se ci sia dell’altro, solo il tempo potrà dirlo. Ma a leggere i commenti “della base sotto i post social ufficiali del presidente della Commissione antimafia, sembra che anche la base mal sopporti la sua presenza. Ciò che però lascia perplessi è che Morra, scuse a parte rispetto alle prole pronunciate sulla defunta Jole Santelli, non demorda rispetto al concetto che ha dei calabresi, e in parte, a leggere bene, anche del servizio pubblico Rai. Travolto dalla bufera delle polemiche, resiste e insiste nel rifiutare di fare un passo indietro.

Le parole del senatore ad Omnibus

Dopo la cancellazione del suo intervento alla trasmissione Titolo V in onda ieri sera su Rai Tre, Morra stamattina ha rilanciato “Dimettermi da presidente della Commissione Antimafia? – ha affermato intervenendo a Omnibus su La7 – piacerebbe a tanti ma io credo che anche quello che è accaduto ieri sia un episodio all’interno di una strategia, perchè quando dai fastidio a Cosa Nostra, la mafia e la ndrangheta, come ci hanno insegnato, allora bisogna sporcare, infangare e delegittimare”

Chi lo difende e chi stigmatizza la cancellazione dal programma Rai

Su questo episodio sono scesi in sua difesa diversi esponenti politici, alcuni del M5S (una parte del movimento ieri ne aveva preso le distanze), come i senatori Paola Taverna e Marco Pellegrini. Altri di altri partiti come il vice segretario del Pd, Andrea Orlando, e il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Credo che quello che è avvenuto a Morra, al di là delle sue discutibilissime opinioni, costituisca un precedente gravissimo per la vita democratica” afferma il primo. “Rai censura Morra, gravissimo precedente”, commenta il secondo.
Ma anche i sindacati dei giornalisti stigmatizzano la decisione della televisione pubblica di escludere Morra: “Troviamo la cancellazione della sua intervista un errore, nei modi, nei tempi e nel merito”, affermano in una nota congiunta Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, rispettivamente segretario e presidente della Fnsi, e Vittorio di Trapani.