Scalese, Area Vasta Cgil: ‘Ora programmare e ripristinare la funzionalità idrica nel Crotonese’

Il segretario generale Cgil Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia: 'Ancora nessuna sicurezza nonostante i fondi stanziati dai governi'

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    “L’effetto drammatico del maltempo delle ultime ore, con nubifragi, mareggiate e forti raffiche di vento, si ripercuote ancora una volta su un territorio fragile come quello calabrese, ed in particolare sulla fascia ionica, mettendo in ginocchio la città e la provincia di Crotone, determinando ancora una volta la conta di tantissimi danni alla economia ed alle poche infrastrutture di quei territori. Riteniamo sia inaccettabile che continui ad avvenire tutto ciò in una regione che ha mappe dettagliate del rischio, ma che non ha ancora piani di prevenzione e progetti di messa in sicurezza efficaci nonostante i fondi stanziati governo dopo governo”. E’ quanto afferma Enzo Scalese, segretario generale Area Vasta Cgil Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia.

    “Continuiamo a non imparare la lezione: occorre programmare e ripristinare la funzionalità idrica del territorio a partire dalla utilizzazione dei fondi messi a disposizione dal governo Conte che ha varato nel 2019 il piano nazionale ‘Proteggi Italia’ con circa 11 miliardi di euro – afferma ancora Scalese -. Siamo vicini ai cittadini di Crotone e provincia per i forti disagi che stanno vivendo in queste ore, nello stesso tempo auspichiamo che, l’Amministrazione appena eletta con un consenso popolare notevole metta in campo, con la stessa determinazione dimostrata nei sui primi giorni di governo, ogni iniziativa atta a dare risposte concrete  all’emergenza venutasi a creare ed ogni azione volta al superamento delle note criticità del territorio in termini di fragilità idrogeologica e debolezza infrastrutturale. La Cgil Area Vasta – conclude il segretario generale – é immediatamente disponibile ad affrontare e a confrontarsi su questi temi con l’obiettivo di creare le giuste sinergie per ridare dignità ad un territorio da troppo tempo messo ai margini delle politiche regionali e nazionali”.

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