Covid, la testimonianza del presidente della Pro loco di Cropani

Angelino Grano: "Guarire dal Coronavirus è possibile"

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    Una lettera, due finalità: testimoniare  vicinanza a tutti gli ammalati di Covid-19 ed esternare ad alta voce  profonda  stima  per   medici, infermieri e operatori del Policlinico Universitario Mater Domini,  Unità Operativa Complessa,  malattie infettive e tropicali ,  Centro Covid 19,  di Germaneto di Catanzaro, struttura diretta dal professore Carlo Torti e dal dirigente medico dottoressa Elena Lio.

    A scrivere  la missiva è  Angelino Grano, Commissario della Polizia di Stato e  presidente della Pro Loco di Cropani. Anche per il poliziotto di Cuturella di Cropani la tempesta è arrivata qualche settimana fa con una diagnosi tremenda e  inattesa: polmonite da Sars-Cov-2C. Prima la vedeva in tv, dopo se l’è ritrovata addosso. Dopo la triste notizia, la  lunga degenza: il ricovero all’ospedale Pugliese e dopo il trasferimento presso il Centro Malattie Infettive, Centro Covid-19  di Germaneto.

    Ce l’ha fatta il presidente della locale Pro-loco di Cropani, è tornato a casa accolto da visi amici    e ora suole ripetere una parola tanto facile quanto impegnativa: grazie. Il riferimento è agli eroi dal camice bianco: medici, infermieri e operatori sanitari.

    ​Scrive l’apprezzato professionista cuturellese: “ Il ringraziamento a​ tutte le operatrici addette alla sanificazione delle stanze, che accuratamente pulivano tutto, pareti, armadi, letti, comodini, finestre con un odore penetrante e nauseante di candeggina. Alle OO. SS. agli infermieri, ai medici a tutto il cast del Professore Carlo Torti che costantemente e unitamente alla dott.ssa Elena  Lio che mi sono stati vicini.

    Nessuno si è mai lamentato di essere stremato, di aver paura, di scansarsi ai colpi di tosse ingestibili, di accompagnarti e sostenerti negli spostamenti. Tutti dediti al loro lavoro con orgoglio e coraggio e tanta tanta umanità.

    Nonostante le difficoltà, il pensiero volava verso la famiglia ugualmente contagiata seppur in forma più lieve. La  moglie positiva in isolamento con la figlia, un figlio positivo, altro figlio e la nuora negativi, sempre in isolamento.
    Avrei voluto tralasciare me stesso e lottare per aiutare i miei famigliari.

    Ciò che mi rassicurava era la vicinanza affettiva e materiale di parenti e amici, che non hanno mai abbandonato e il supporto medico telefonico, 24 ore su 24, del Dottore Michele Gallucci , a loro  va il  ringraziamento più grande.

    In ospedale, ho avuto modo di vedere, con i miei occhi, nonostante le mille difficoltà e problematiche che dilaniano la sanità della nostra bella Calabria, il lavoro encomiabile di medici, infermieri, OSS, ed operatori addetti alla sanificazione.

    La sofferenza, la presenza nella mia stanza di una persona anziana molto somigliante a mio padre, mi hanno spinto a pregare tanto per gli ammalati di coronavirus, per quelli che non ce l’hanno fatta, per i medici, per tutte le persone che soffrono, per le persone che ho sempre cercato di giustificare, per tutte quelle che mi sono state vicine e sopratutto per la mia bella famiglia.

    Sono un uomo felice, felice di essere tornato a casa, giorno 23 novembre 2020, e di essere stato accolto da familiari e amici che, a distanza, mi hanno manifestato il loro affetto.

    Ora attendiamo l’esito del tampone,sperando di poter tornare presto a vivere la nostra quotidianità.
    Rispettate le regole, solo così si può contrastare il virus. Sarà un segno di vittoria, di tanto coraggio, di tanto amore, di tanta unione.”

    Se cercate lavoratori coraggiosi  che rischiano la vita per salvare la nostra, ne trovate a iosa negli ospedali in tempi di pandemia.

     

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