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Circolo San Francesco: “Subito l’intitolazione di una via al dottor Annibale Battaglia”

Un'associazione del quartiere Corvo: "Non era un semplice medico, era il nostro punto di riferimento"

Il dottor Annibale Battaglia ha lasciato un vuoto incolmabile. Tra la gente, nella sua gente, non c’è tregua al dolore per la scomparsa di un medico morto sul campo perché nella sua professione vedeva una missione di vita. Ha contratto il covid perché ha voluto combattere in prima linea la pandemia. Non era semplicemente un bravo medico, era soprattutto un grande uomo che guardava ai suoi pazienti come a familiari da aiutare. Non conosceva orari e non esisteva nemmeno la notte davanti alla luce di un cellulare che suonava per una richiesta di aiuto. Era amico di tanti ed era amico del Circolo San Francesco, un’associazione del quartiere Corvo dove lui è stato il “dottore” per dei decenni entrando di diritto nel cuore dei residenti che lo riconoscevano come punto di riferimento. La sede del San Francesco è lì a pochi passi dal suo studio e sin dal 2008, anno di nascita del Circolo, i 100 soci si sono sentiti sempre vicini a chi sapeva indicargli la strada per aiutarsi e aiutare. Battaglia era anche questo: un uomo e medico del sociale,  spalla dei più poveri e degli ammalati. E allora, in questa ottica, è stato troppo semplice legare le attività sociali del Circolo con quelle professionali del mitico Annibale. Il San Francesco da 12 anni fa beneficenza, solidarietà, aggregazione sociale. Organizza incontri, convegni, momenti ricreativi e lo fa soprattutto per i meno giovani che ormai sanno di poter contare sulla mission di un’associazione che riesce a creare coesione sociale.

IL MEDICO E IL CIRCOLO

Ma oggi il Circolo San Francesco piange la scomparsa di un amico, socio, medico, punto di riferimento. Senza il dottor Battaglia qualcosa cambierà per sempre e forse spinge ancor di più i soci a non mollare le fantastiche iniziative messe in piedi da oltre un decennio. Ma la prima, in ordine di tempo, deve riferirsi a lui. “Sappiamo di una raccolta firme – ha detto il presidente Mario Tulelli– per intitolare una via della città al dottor Battaglia. Noi ovviamente abbiamo già sottoscritto la petizione ma intendiamo rafforzare questa idea chiedendo alle istituzioni di accelerare l’iter burocratico. Battaglia non è stato un semplice medico e la sua umanità ha bisogno di un riconoscimento importante in modo che il suo nome e il suo esempio possano essere tramandate ai più giovani. Il Circolo San Francesco e tantissimi residenti del quartiere Corvo devono al dottor Battaglia qualcosa di molto importante. Le nostre malattie era come se fossero le sue malattie ed era capace di accompagnare contemporaneamente centinaia di pazienti verso la guarigione seguendoli passo dopo passo senza far mancare mai il sostegno medico e psicologico. Battaglia era l’essenza della professione medica”.

dottor battaglia

Nel corso degli anni sono state diverse le iniziative che il Circolo San Francesco ha organizzato insieme al dottor Battaglia. “La prevenzione oncologia e non solo – prosegue Tulelli – è stata al centro dei nostri obiettivi e , per fare qualcosa di utile per la collettività , ci siamo sempre poggiati al nostro medico. Grazie a Battaglia, che ha partecipato sempre attivamente a tutte le nostre iniziative, siamo riusciti a portare al Corvo il camper per lo screening mammografico oltre ad incontri e convegni sulla prevenzione ai tumori femminili e a visite gratuite urologiche. Un impegno che noi abbiamo portato avanti anche grazie alla sua lungimiranza e abnegazione perché non si tirava mai indietro quando c’era bisogno di aiutare il prossimo. Oggi senza di lui ci sentiamo vuoti ma sappiamo bene di dover continuare a perseguire gli obiettivi del Circolo anche nel settore medico nonostante la sua assenza. Lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo anche a lui. Speriamo che l’intitolazione della via di una città arrivi in tempi rapidi e saremmo più contenti se fosse una via del Corvo a riportare il suo nome. Il dottor Battaglia sarà sempre nei nostri cuori”.