Ugl Comunicazioni contraria a trasferimenti decisi da Poste Italiane in Calabria

Perplessità sulle procedure. La nota della segreteria regionale

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La UGL Comunicazioni Calabria – scrive la segreteria regionale – esprime la sua ferma contrarietà alla decisione della direzione di Poste italiane spa di voler procedere ai trasferimenti dei lavoratori della divisione Mercato Privati (sportelleria) nell’ambito della partenza delle procedure di politiche attive in Calabria abusando del ruolo datoriale senza trasparenza e violando i diritti dei lavoratori.
In sintesi:
L’ Azienda ci ha comunicato che i lavoratori interessati al trasferimento provinciale, saranno contattati direttamente dai dirigenti delle Filiali provinciali , al fine di poter esprimere il proprio assenso/diniego rispetto all’opportunità che gli verrà prospettata.
Procedere in tal senso, ovvero chiamata diretta piuttosto che attraverso l’applicativo, consente di contenere notevolmente i tempi di gestione e ridurre le problematiche tecniche, ma non consente la trasparenza di tutta la procedura, lasciando massima discrezionalità al datore di lavoro ed in completa discordanza con gli accordi sottoscritti.
L’ inosservanza degli accordi sottoscritti , l’ ostinazione a perseguire una condotta di chiusura, il totale disprezzo dei diritti dei lavoratori, la mancanza di evoluzione democratica, la ricomparsa di un tratto identitario di dipendenza da una cultura primitiva ha dato il via ad una nostra prima azione di contrasto, un mese di astensione dal lavoro straordinario e/o accessorio.
Inoltre, la UGL Comunicazioni Calabria, sarà per tutto il mese di dicembre:
– in mobilitazione negli uffici postali convocando i lavoratori in assemblea.
– a disposizione degli amministratori pubblici, i quali si potranno avvalere della nostra consulenza, per impugnare le chiusure degli uffici, al fine di arginare le continue lamentele dei cittadini, non imputabili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ma alla volontà aziendale di penalizzare alcuni comuni a favore di altri.
La mobilitazione proseguirà anche nel 2021, fin quando Poste italiane spa, oltre a pensare ai dividendi per gli azionisti, alle prebende per i finanziatori di poltrone, sarà corretta e democratica con i suoi dipendenti, il vero motore di un’azienda leader del settore.

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