Quantcast

Buon lavoro al commissario ad acta per la sanità, Guido Longo

Il segretario generale della CGIL Area Vasta, Enzo Scalese: “Serve razionalità, capacità di confronto e dialogo”

“L’arrivo del  nuovo Commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit della Sanità, Guido Longo, al quale auguriamo un sentito buon lavoro, rappresenta un atteso segnale di ripartenza nella direzione del rispetto della dignità e dei diritti dei calabresi, ripetutamente ignorati e calpestati con una dannosa e ingiusta eco nazionale”. E’ quanto afferma il segretario generale della CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese.

“In queste ultime settimane è stato sprecato del tempo prezioso nel percorso di rilancio del sistema sanitario regionale, proprio nella fase più critica della gestione di una emergenza che non ha fatto che aggravare le condizioni di disagio e di difficoltà in un settore messo in ginocchio dal prevalere di incompetenza gestionale e interessi personali – afferma ancora Scalese -. La sanità è stata affossata a causa di un imponente debito prodotto da classi dirigenti corrotte e incapaci, che si sono arricchite sulla pelle dei calabresi onesti che per curarsi sono stati, e sono ancora, costretti a lunghe liste d’attesa, a migrare, a rivolgersi ai privati. Il prefetto Guido Longo, da uomo dello Stato e conoscitore della Calabria, dove è stato prefetto di Vibo Valentia, sa bene quale duro lavoro ha davanti, e soprattutto in quale contesto si troverà ad operare quotidianamente nel tentativo di riorganizzare un sistema al collasso che necessità sì di risorse, che per azioni specifiche sono a disposizione ma inutilizzate, e soprattutto di personale sanitario: servono medici, infermieri e Oss per garantire quei servizi di assistenza essenziali ad oggi continuamente negati. Mettere mano alla sanità calabrese non è impresa facile, e il prefetto Longo lo sa e siamo certi che saprà mettersi in gioco con buon senso, razionalità, capacità di confronto e dialogo. Così come deve sapere di poter contare sul sostegno dei calabresi onesti – conclude Scalese – che sono veramente stanchi di questo quadro desolante che deve lasciare spazio alla speranza di un futuro diverso”.