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Rimandato il dibattito politico, priorità alle pratiche contabili in scadenza

La discussione generale rinviata al 10 dicembre. Approvata la variazione che immette i fondi dei buoni spesa nel bilancio

Seduta veloce e tecnica del Consiglio comunale di Catanzaro, tutta dedicata agli adempimenti di bilancio che proprio oggi avevano improrogabile scadenza. Con l’accordo di tutti i gruppi, e con l’assicurazione fornita dall’Ufficio di presidenza, rinviata a breve la discussione generale su cui sta montando l’attenzione, in seguito agli avvenimenti prima giudiziari e poi politici che da qualche settimana, soprattutto le ultime due, stanno imprimendo un’accelerazione improvvisa al dibattito tra le diverse componenti. Il presidente Marco Polimeni e i capigruppo hanno già convenuto che la prossima seduta sarà fissata entro il 10 dicembre. E che probabilmente sarà la penultima dell’anno in corso. Quella odierna è stata velocemente assolta in tre punti all’ordine del giorno, di cui il primo per approvare i verbali delle precedenti, il secondo per consentire alle signore Vittoria La Rocca ed Emanuela Quattromani di subentrare a due componenti della Commissione Pari opportunità che si sono dimesse, il terzo, relazionato dal sindaco Sergio Abramo, approvato con i 17 voti della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, riguardante la salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Appena prima, però, l’Assemblea aveva osservato un minuto di raccoglimento richiesto da Polimeni per commemorare due figure illustri scomparse negli ultimi giorni: il sindacalista della Funzione pubblica della Cisl Tonino Bevacqua, protagonista di cento battaglie in favore del pubblico impiego, e il medico di medicina generale Annibale Battaglia, vittima del Covid, stimato e benvoluto, tanto che al Consiglio è già arrivata una petizione con più di mille firme per chiedere l’intitolazione di una via a suo nome. L’Aula ha unito il suo cordoglio per la violenta uccisione di Loredana Scalone, ultima vittima di femminicidio, consumato sulla scogliera di Pietragrande, che ha sconvolto l’opinione pubblica calabrese e nazionale.

Il documento contabile andava aggiornato per via dei ristori decretati dal decreto legge 34 del 19 maggio 2020, poi convertito in legge, e successivi, per le mancate riscossioni dell’imposta di soggiorno (20mila euro), per l’abolizione della prima rata dell’imposta municipale per gli immobili “turistici” (35mila euro), per l’esonero parziale della Tosap/Cosap per i pubblici esercizi (40mila euro), per il contributo derivante dal fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali (2.092.099 euro), e per le relative assegnazioni secondo le richieste pervenute dai diversi settori. In più, l’Aula ha approvato, inserendoli nella pratica, due emendamenti: il Primo, firmato dal presidente della Commissione bilancio Giuliano Renda, per garantire il finanziamento delle annualità successive alla transizione in itinere del debito verso la Regione Calabria dei conferimenti  in discarica; il secondo presentato dai consiglieri Roberta Gallo e Antonio Ursino per il rifinanziamento del fondo per i buoni spesa deciso dal governo con il decreto ristori-ter del 20 novembre, per un importo di 650 mila euro.

É stata proprio la presenza di questo emendamento, per la sua valenza di immediato aiuto alle famiglie in difficoltà stringente nel perdurare dell’emergenza epidemiologica, a suggerire ai diversi gruppi l’intesa di posticipare il dibattito politico, che si preannuncia difficile e sicuramente teso, richiesto non solo dalla minoranza ma anche dalle componenti della maggioranza, segnatamente da Forza Italia, il gruppo più in ambascia per via delle vicende giudiziarie cha hanno coinvolto il suo leader riconosciuto, Domenico Tallini. Nell’ultima settimana diversi gli incontri, a livello di maggioranza nel tentativo di giungere con responsabilità e nuova lena a fine mandato, e a livello di opposizione, in un ambito più esterno al Consiglio – da parte del coordinamento Pd e di diversi esponenti della sinistra – ma che troveranno certamente espressione nella discussione consiliare.