Lavoratori della legge 1/2014: stop ai ritardi e ai rinvii

"Il rischio concreto è che si blocchi tutto con le nuove elezioni"

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I lavoratori della Legge 1/2014 chiedono che le nuove elezioni non siano causa di ritardo o rallentamento per la loro situazione. E lo fanno in una nota in cui sintetizzano quanto loro accaduto: “Alla luce dei fatti accaduti pochi giorni addietro, riportati da numerose testate giornalistiche e mezzi di informazione, noi precari della Legge Regionale n. 1/2014, denominati per facilità di individuazione come “bacino Legge 12/14”, intendiamo richiamare l’attenzione sugli aspetti del lungo percorso di precariato regionale che si è concluso dopo 6 anni e 10 mesi con la formazione dell’elenco regionale in attuazione della LR 1/2014. La Legge 12, promulgata a luglio 2014, è l’interpretazione autentica della Legge 1/2014, che ha come obiettivo il superamento del fenomeno del precariato e che non essendo mai stata impugnata dal Consiglio dei Ministri è efficace e come tale prevede una corretta attuazione. Ecco spiegato perché il bacino dei precari della Legge 12 è anche detto “Precariato Storico Istituzionalizzato”.

“Il nostro bacino – scrivono –  raggruppa i lavoratori che, per oltre un decennio, hanno rappresentato la “forza lavoro” a supporto dei diversi dipartimenti della Regione Calabria, svolgendo ruoli tutt’altro che marginali e che spesso oltrepassavano i limiti loro imposti dai vincoli contrattuali, andando a svolgere incarichi che li portavano ad assumere responsabilità non a loro confacenti.

Questo ci preme ricordarlo, non fosse altro per fare capire quale fosse il livello di professionalità e lo spirito di abnegazione che ci motivava nello svolgere la nostra attività lavorativa.

Ci preme anche ricordare che non vogliamo e né possiamo essere additati come i componenti di “un carrozzone politico”, nè tanto meno oggi essere strumentalizzati in occasione delle prossime elezioni regionali”.

“Vogliamo, a tale proposito, ricordare – continua la nota – che con Mozione n. 164 del 30 settembre 2019 del Consiglio Regionale, lo stesso si impegnava testualmente “ad adottare con urgenza, ogni provvedimento necessario ed idoneo ad assicurare un percorso di salvaguardia e storicizzazione di tutte le unità lavorative, dando pertanto, piena ed immediata attuazione alla legge regionale 1/2014 oggetto di interpretazione autentica, con Legge Regionale n. 1/2014”(oggetto di interpretazione autentica con Legge 12/2014)” . Ricordiamo che la mozione era stata sottoscritta ed approvata all’unanimità, dai consiglieri di maggioranza e di minoranza e di tutti i gruppi politici, della passata legislatura.  A ciò è da soggiungere che anche con l’avvio della nuova legislatura il nostro percorso – finalizzato al superamento del precariato – aveva ricevuto un’accelerazione con le azioni promosse dalle forze sindacali unitamente all’Assessore al lavoro. La nostra procedura è ormai completa per il 90%, cosa che implica un regime di totale ordinarietà dell’atto, essendo stati espletati 3 livelli di controllo sull’elenco dei nominativi: 1. Commissione interna al Dipartimento Lavoro, 2. Centri per l’impiego, 3. Agenzie delle Entrate. Questo grazie all’impegno del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria, nella persona dell’Assessore Fausto Orsomarso. Azione suffragata da tutta la Giunta Regionale e, in particolare, da quella della compianta Presidente On.le Jole Santelli, che proprio pochi mesi fa, aveva dichiarato pubblicamente di voler dare soluzione al precariato storico della Regione Calabria. Purtroppo, tutte le speranze riposte nella nuova Giunta regionale si sono infrante con la brusca ed ingiustificata frenata che è stata registrata nei giorni scorsi. Nel momento in cui la Giunta si è riunita lo scorso 26 novembre per deliberare l’atto che avrebbe consentito non già la prima contrattualizzazione dopo 6 anni e 10 mesi di attesa senza alcuna forma di contrattualizzazione né di sussidio, bensì l’avvio dell’iter amministrativo volto alla mera pubblicazione di una manifestazione di interesse finalizzata alla ricognizione dei lavoratori che ancora oggi mantengono il requisito di accesso per una prima contrattualizzazione, la decisione, su input dell’assessore al Bilancio Franco Talarico, è stata sospesa sul presupposto di acquisire un approfondimento tecnico dal Segretario Generale. Successivamente, nella riunione del 30 novembre, la Giunta assume una nuova decisione ovvero quella di chiedere parere al Consiglio Regionale. Tutto questo appare un rimbalzo di responsabilità che è ben lontano dalla nostra speranza di essere riscattati da questa ingiustificata agonia che viviamo da quasi sette anni. Questa situazione ci getta nuovamente in uno stato di grande preoccupazione, tenuto conto che i tempi tecnici per definire tutte le procedure amministrative sono di per sé non brevi.

Il rischio concreto è che si blocchi tutto con le nuove elezioni; il rischio è dovere attendere l’insediamento di una nuova Giunta che avrà i suoi tempi per comprendere le procedure e portarle a conclusione.

Per questo motivo, chiediamo una presa d’atto e soprattutto una presa di coscienza per questa situazione che vede coinvolti 208 lavoratori con le proprie famiglie, che da anni stanno vivendo in una situazione di ingiustificata precarietà, oltre che di disagio morale ed economico, acuita ancor di più dall’emergenza Covid 19 che il nostro Paese sta attraversando. Ricordiamo che il nostro bacino fa parte del bacino unico della LR 1/2014 e che il nostro bacino è l’unico rimasto fuori, l’unico che ha visto un’istruttoria protrattasi per quasi sette anni, l’unico che per sette anni si è visto negare una qualsivoglia forma di contrattualizzazione e che non trova – ancora oggi -un dignitoso epilogo, considerato che comunque la prima contrattualizzazione accordata al tavolo sindacale è ben lontana dal superamento del precariato che la LR 1/2014 si prefigge, essendo rappresentata dalla proposta di un contratto part time (!!) subordinato a risorse PAC. Noi lavoratori della Legge 1/2014 stiamo vivendo una situazione surreale, che possiamo paragonare metaforicamente ad un “fermo immagine del podista sulla linea del traguardo, fermo immagine che come nelle vecchie pellicole di una volta, se resta troppo tempo fermo, rischia di bruciare la pellicola e con esso tutto il film”!”.

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