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Santacroce: La stabilizzazione dei magistrati onorari è un atto dovuto

Bisogna procedere all’inquadramento stabile di chi da ormai 15/20 anni svolge questo delicato ruolo consentendo alla giustizia di proseguire il suo percorso

La fase della solidarietà bipartisan deve trasformarsi in azioni concrete. Non serve più manifestare vicinanza ai magistrati onorari ma bisogna procedere all’inquadramento stabile di chi da ormai 15/20 anni svolge questo delicato ruolo consentendo alla giustizia di proseguire il suo percorso naturalmente e senza i quali oggi vivremmo l’ennesima stagione di lentezza dei tempi delle cause e di sostanziale iniquità sociale. Esordisce così il consigliere regionale di forza Italia, Frank Mario Santacroce, il quale sottolinea come l’inquadramento certo della Magistratura onoraria non è altro che un inquadramento coerente con il perimetro disegnato dalla nostra Costituzione.

È grave, precisa il consigliere Santacroce, l’inerzia dimostrata fino ad oggi dal Governo nel non dare attuazione ai principi espressi dalla recente sentenza della Corte di Giustizia europea, che, nel luglio scorso, ha riconosciuto ai magistrati onorari italiani la qualifica di lavoratori subordinati, la cui disapplicazione, da parte del Governo italiano, comporterebbe l’avvio della procedura d’infrazione, con conseguente grave danno economico per l’intero Paese. La proposta richiesta di stabilizzazione, quindi, è assolutamente legittima e costituzionalmente corretta, in applicazione del combinato disposto degli artt. 106 e 97 della nostra Costituzione. Faccio mie le preoccupazioni mosse anche dal Movimento Forense di Crotone con il presidente Salvatore Rocca che ha manifestato solidarietà ai magistrati ordinari e che è pronta anche a partecipare attivamente ad azioni di protesta pur di sensibilizzare chi deve prendere questa importante decisone.

A questo punto, conclude Santacroce, è necessaria la volontà politica e sollecito, i parlamentari calabresi del mio partito a farsi promotori di ogni azione utile a tutela dei tanti magistrati onorari che con dignità e mole difficoltà proseguono nel loro lavoro con l’incertezza sul loro futuro.