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Riapertura bar e ristoranti, ecco com’è andata a Catanzaro foto

Tra paure e incertezze il bilancio di ristoratori è soddisfacente ma si teme una terza chiusura. Troppi clienti sono indisciplinati

Colazione al bar, pranzo a ristorante, birra al pub e una pizza fumante servita al tavolo, nella prima domenica di zona gialla i catanzaresi hanno approfittato della riapertura al pubblico di bar e ristoranti per tornare alle vecchie abitudini. Il bilancio della prima giornata di lavoro dalla seconda chiusura forzata, per gli imprenditori del settore, è stato soddisfacente: riaprire i locali ai clienti di sempre e ai nuovi, anche se con accortezze e restrizioni, ha significato caricarsi di tanta responsabilità ma altrettanta energia, ha permesso di ritornare a lavoro con più motivazione anche se con tante preoccupazioni.

Provati ma con la voglia di fare: cambiano le abitudini e ci si reinventa

“E’ stato emozionante riceve i clienti all’interno del locale, nell’aria si respirava la voglia di incontrarsi e di stare insieme – ha affermato Marco Rizzitano del Rizzi’s – con tanto entusiasmo e altrettanta attenzione alle direttive anti – contagio posso dire che nel mio locale il primo giorno della seconda apertura è stato soddisfacente.”

Spesso mi interrogo su quanto e cosa acquistare, viviamo nell’incertezza. Se da un lato questa situazione ci sta mettendo alla prova, dall’altro ci sta dando la spinta a non mollare

Bene per le attività del settore che però devono fare ancora i conti con incertezze e strategie di azione: “A livello psicologico siamo molto provati, ci poniamo tanti interrogativi e abbiamo presente la possibilità di una nuova chiusura – ha proseguito – tutto questo, sembra assurto, ma rende difficile anche programmare la spesa, spesso mi interrogo su quanto e cosa acquistare, viviamo nell’incertezza. Tutto sommato credo che se da un lato questa situazione ci stia mettendo alla prova, dall’altro ci sta dando la spinta a non mollare, a reinventarci, a lavorare di più. Sempre abituato a lavorare la sera con le prenotazioni ai tavoli, grazie alla piattaforma Quichi ideata da alcuni catanzaresi, ho avviato il servizio di delivery a pranzo e cena, con il quale sto portando nelle case anche il Morzello. Sono contento della decisione che ho preso perché sta funzionando bene.”

Clienti indisciplinati, si teme una terza chiusura

Non si rinuncia al caffè e all’aperitivo al bar tanto che i gestori di queste attività si dicono più che soddisfatti: “Ieri è stata una giornata in cui si è lavorato bene e non ci possiamo lamentare – ha raccontato Rossella Mirarchi di Dolci Momenti – ma temo una nuova chiusura nei prossimi mesi perché la gente è indisciplinata: nonostante noi fossimo lì a ricordare le regole da seguire nei nostri spazi, molti non rispettavano il distanziamento.” Un atteggiamento che non può essere tollerato, soprattutto perché poi a farne le spese sono gli stessi locali in cui si decide di trascorrere il tempo libero, i primi a dover chiudere la saracinesca qualora i contagi dovessero iniziare ad aumentare.

Abbiamo dovuto fare i conti con clienti indisciplinati che troppo spesso non rispettano  file e distanziamenti e non utilizzano bene la mascherina

E’ già successo due volte e, giustamente, si teme che possa succedere ancora: “Si dice che gli indisciplinati siano i ragazzi, ma noi abbiamo riscontrato che sono anche gli adulti, temo un’altra chiusura proprio per questi comportamenti.” Analogo il punto di vista di Marinella Trapasso del Marron Glacès: “La risposta ieri è stata positiva, la gente aveva voglia di uscire e lo ha fatto, ci aspettavamo questo via vai di gente ma forse è stato un po’ troppo. Abbiamo lavorato tanto e non nascondo che abbiamo dovuto fare i conti con clienti indisciplinati che troppo spesso non rispettano le file e i distanziamenti, e non utilizzano la mascherina correttamente.” E sul servizio di delivery ha aggiunto: “Avendo riaperto abbiamo lavorato tanto in sede mentre per quanto riguarda il servizio a domicilio nella giornata di ieri è diminuito rispetto agli altri giorni, ma credo sia stata una cosa normale, ovvia.”

Chiusura durante le festività, un altro duro colpo per molte attività

E sul tema della possibile chiusura di bar e ristoranti a ridosso delle feste è intervenuto Antonio Grampone dello Stella Maris: “Speravamo di poter lavorare durante le feste anche con molti meno coperti e con tutte le accortezze possibili ma pare che non possa farlo, questa è un altro colpo per locali come il mio che lavorano molto per cena. Abbiamo deciso di aprire a pranzo per fare qualche coperto e poter uscire almeno in pari con le spese fisse ma la situazione rimane complicata.” E i ristoratori a questo proposito avanzano alcune richieste: “Vorremmo essere aiutati almeno nel pagamento delle bollette fisse e delle tasse per i dipendenti – ha aggiunto Grampone – non chiediamo chissà cosa, solo di venirci incontro. Poter aprire ieri per noi è stata una cosa buona e siamo contenti di come abbiamo lavorato, però abbiamo bisogno che Stato e Regione Calabria ci sostengano.”

Mi auguro che arrivino aiuti concreti per la nostra categoria per sostenere le spese alle quali non possiamo sottrarci

Tra i ristoranti che ieri sono rimasti chiusi c’è  Vecchia Catanzaro di Umberto Cosco: “Non ero pronto a riaprire ieri ma l’ho fatto questa mattina e sono entusiasta di aver ricevuto già qualche prenotazione per pranzo – ha detto – non ho paura di una possibile terza chiusura, se ci chiudono è perché è giusto proteggerci, temo di più il coronavirus. Nonostante le difficoltà e le incertezze rimango ottimista – ha concluso – e mi auguro che arrivino aiuti concreti per la nostra categoria per sostenere le spese alle quali non possiamo sottrarci.”