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Le pressanti richieste di Gironda a Parente e i nervi tesi nel gruppo politico di riferimento (l’intercettazione)

L'ex consigliere regionale si lamenta delle pretese dell'esponente dell'Aula Rossa di Palazzo De Nobili

Che i nervi fossero tesi all’interno della coalizione è stato palese più volte. Oggi, con l’operazione Corvo e l’indagine relativa a due consiglieri di maggioranza del Comune ed un ex consigliere regionale, alcune cose sono più chiare. E’ emblematica, dell’aria che si respirava tra le file della maggioranza, una intercettazione telefonica, parte integrante della richiesta dei Pm al Gip. I militari della Guardia di finanza del comando provinciale di Catanzaro, hanno messo insieme dei rilievi tecnici tali da far presupporre l’esistenza di un patto corruttivo tra i tre protagonisti della vicenda.

A parlare, in questa intercettazione,  sono Claudio Parente ed un altro consigliere del suo gruppo (il cui nome non viene riportato perchè non indagato in questa inchiesta n.d.r.). L’argomento è il consigliere comunale Francesco Gironda e le sue, a dire di Parente, continue richieste al gruppo politico di riferimento.

 

Consigliere comunale: Vi volevo (Inc… vi eh… vi volevo dire…

PARENTE: Si.

Consigliere comunale: che rispetto alla nota che io vi ho mandato…

PARENTE: Si.

Consigliere comunale: Alla stampa io la mando, che mò vi dico perché, a firma mia e di Gironda pecchì questo continua a lamentarsi pecchì dice che con sab… sabato…

PARENTE: ma…

Consigliere comunale: … ha  ha avuto uno scontro violentissimo…

PARENTE: cu  Cavallaro si…

Consigliere comunale Cu Cavallaro.

PARENTE: … ci rompe i (…) pecchì non gli basta niente  a lui capito? Tutto quello che… parra cu Cavallaro e fatti dire tutto quello che ci fa e tutto quello chelui pretende Hai capito?

Consigliere comunale: Lui stamattina mi ha tenuto un’ora al telefono. Dice, guarda(…) io… mi stanno mettendo nelle condizioni di andarmene… Cavallaro…

PARENTE: Si, si si. Ma dicci…

Secondo gli investigatori e la magistratura  è lo stesso Parente ad esprimersi nei medesimi termini conversando con il consigliere comunale, confermando di aver prezzolato il Pisano e Gironda indagati con lui.

Consigliere comunale: (incomprensibile) lui dice … Claudio non mi tutela…

PARENTE: Ah? Io non lo tutelo? Tutelo a chi? Allora, però ci… guarda voglio dire…

Consigliere comunale: Eh no (incomprensibile ndr)… a tutti. Io non è che io, attenzione… io…

PARENTE: No…

Consigliere comunale: … io non vogliu ma fazzu u pittegelu eh.

PARENTE. No, vieni qua (…)

Consigliere comunale: Aia fara politica… no pittegolezzi.

PARENTE: (si rivolge al suo interlocutore)..

Consigliere comunale: Eh, ceh

PARENTE  a questo gli ho fatto l’inverosimile. Quando siamo di persona poi te lo dico.

Consigliere comunale: Va bò, val bò.

PARENTE: Questo è un pozzo senza fondo. Anzi, siccome io manco lo caco più, io gli ho detto, mancu c’haiu iutu a circara voti. Manco gli ho detto se voleva votare a Tallini o votare a Tallini. Lo sto proprio tenendo che. Lui è… è… ( incomprensibile, ndr)

Consigliere comunale: E lui di questo si lamentava.

PARENTE: Si perché… perché è un grande disonesto, un grande figlio(…). Io… cu mia  chiudanu ha capitu? Io non l’ho mandato a (…) due misi fa, sulu si chistu ecc… ecc… ( conversazione interrotta ndr)…

Lo stesso Parente afferma dunque dunque, di aver fatto qualcosa per Gironda ed è emblematica la frase “e fatti dire tutto quello che ci fa e tutto quello che lui pretende “