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Il degrado che domina via Curtatone alle porte del quartiere Lido foto

La denuncia del consigliere comunale di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi

“Via Curtatone, la strada dimenticata. Lo so, sembra il titolo di un romanzo. Ma più ancora di una storia vera, e triste purtroppo, considerato come io stia parlando di un tratto fondamentale per chi abita nel quartiere Barone, situato alle porte di Lido. Peccato, però, che invece per l’assessore comunale alla Gestione del Territorio pare non conti alcunché, così come altre Vie della città. Nessuna considerazione sembra infatti palesare nei confronti di Via Curtatone (da oltre 40 anni non degna soltanto di semplici rappezzi) l’amico Franco, che pure io avevo pubblicamente lodato insieme al sindaco Sergio Abramo quando si erano mostrati attenti alle esigenze dei residenti di Barone ai quali era stato promesso il completo ripristino dell’ormai malandata strada di cui vi riferisco spesso peraltro raccogliendo le ricorrenti e veementi lamentele, del tutto legittime sia chiaro, di chi vive nella zona. E invece niente, eccetto rassicurazioni di facciata e appunto impegni poi puntualmente e ingiustificatamente disattesi”.

Generico dicembre 2020

A esprimersi così, al solito senza mezzi termini ma anche senza acrimonia, è stato il consigliere di Palazzo De Nobili di Catanzaro da Vivere, Antonio Mirarchi, che imputa all’assessore Longo un certo lassismo (valutazione mirarchiana) nel farsi carico delle esigenze di un’area rimasta parecchio in ombra. Un dato che, nel prosieguo della sua nota stampa, lo stesso consigliere rimarca: “I miei ringraziamenti a Longo, rivolti allorché in passato si era mostrato molto sensibile alle comprensibili esigenze dei cittadini di Barone, che tra l’altro non sono certo di Serie B rispetto a quelli di altre realtà del capoluogo e quindi verso cui sarebbe suo preciso dovere essere attento sempre in considerazione del ruolo ricoperto, dimostrano come io non abbia alcuna pregiudiziale contro di lui sul piano personale. Anzi, semmai è l’esatto contrario. Solo che Longo adesso mi costringe a criticarlo di nuovo, non curandosi degli annosi problemi della gente di Barone. Persone che avendo il sottoscritto quale interlocutore nel civico consesso sfogano con me la loro frustrazione non dandomi la possibilità di replicare”.

Generico dicembre 2020

Mirarchi indica oltretutto un motivo secondo lui inoppugnabile per stigmatizzare il mancato intervento dell’assessore e lo rende noto nella parte finale del comunicato inviato agli organi d’informazione. “Vorrei tanto – ha chiosato il membro dell’assise comunale – che l’assessore spiegasse il perché di quanto discusso stamani nella Prima Commissione presieduta dal collega Fabio Talarico. Il riferimento è all’intervento di Longo in Via Italia, la strada che dal vecchio mattatoio porta al Comune da un lato; alla Questura dall’altro ovvero ancora, dalla parte destra, a quello che un tempo era il Banco di Napoli. Una via d’accesso a Corso Mazzini, o comunque al cuore del centro storico catanzarese, per cui chiunque sarebbe portato a pensare come non ci sia da fare discussioni sull’opportunità di rimodernarla se non fosse che a discapito di altre vie che sicuramente vertono in situazione di pericolo per i cittadini. Come sia insomma tutto pienamente giustificato. E invece non è così, dal momento che Via Italia è sì un tratto principale, ma sfido chiunque a dimostrare se è pure bisognoso di un intervento prioritario a confronto di numerose altre strade assai più deteriorate per come affermato anche da altri consiglieri presenti in Commissione.

Ecco dunque perché – ha continuato – avevo pure sollecitato all’amico Franco la pubblicazione di un elenco dei lavori da effettuare con relative zone e impegni di spesa per capire quali fossero le reali urgenze. Detto questo – ha concluso Mirarchi – mi permetto anche di invitare il sindaco in persona a prendere in mano la situazione, trovando inaccettabile che si illudano ancora i cittadini di Barone con l’annuncio relativo all’avvio del rifacimento di Via Curtatone la prossima primavera. Verrebbe infatti da chiedersi, dopo una promessa in merito che si trascina ormai dal 2017, di quale anno? Ragion per cui è bene che, passata l’ormai imminente Epifania, si metta mano a tale opera, poiché è inaccettabile come lì quando piove forte serve una ruspa per poter transitare in sicurezza. Ma se così, per l’ennesima volta non sarà, si sappia che i residenti di Barone non andranno più a votare già dalle prossime elezioni regionali”.