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Villette su terreno demaniale a Caminia, 71 sequestri

Operazione congiunta dei carabinieri del comando provinciale di Catanzaro, Carabinieri della sezione di Pg, e Guardia Costiera, con il coordinamento della Procura di Catanzaro

E’ in corso un’operazione congiunta tra Carabinieri della sezione di Pg Procura di Catanzaro, al comando del maggiore Gerardo Lardieri, Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, guidati dal comandante del Reparto operativo ten. col. Giuseppe Carubia, e Guardia Costiera di Soverato, guidata dal ten. v. Carlo Augusto Cipollone, per il sequestro di 71 villette nella zona di Caminia di Stalettì, che sarebbero state costruite su terreno demaniale. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal gip Filippo Aragona, in seguito alla richiesta dai sostituti procuratori Graziella Viscomi e Stefania Paparazzo, del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del procuratore capo Nicola Gratteri.

Generico dicembre 2020

Le villette, realizzate a pochi metri dal mare, sarebbero state costruite nei decenni, abusivamente, su terreno demaniale marittimo.

Nell’inchiesta risultano indagate 68 persone.

Un ecomostro diffuso

“Un ecomostro diffuso che, nonostante sollecitazioni giudiziarie extrapenali e penali meno invasive, continua ad ergersi sul demanio deturpando il paesaggio, impedendo l’uso pubblico dell’area, rivendicando, quasi arrogantemente, il diritto all’impunita’”. Così i pm della Procura di Catanzaro nella richiesta di sequestro. La vicenda delle villette estive realizzate a Caminia si trascina da anni nonostante, scrivono i pm, si tratti di un terreno “incontestabilmente pubblico” situato tra la spiaggia e la ferrovia. Le indagini hanno evidenziato come sia un privato che il Comune di Staletti’ avevano “consapevolezza della titolarità dell’area in capo al demanio marittimo” pur sostenendo la tesi di una sorta di sdemanializzazione tacita per effetto del non uso da parte dell’amministrazione Statale. Anche il Tar si è pronunciato sulla vicenda in maniera favorevole allo sgombero e per i pm “non vi è alcun dubbio sull’appartenenza pubblicistica dell’area. Il titolo, infatti, è conteso unicamente fra lo Stato ed il Comune, mentre i privali non vi hanno mai acquisito diritti reali”. “La lettura del provvedimento – scrivono i magistrati – dimostra una volta di più la consapevolezza dell’abuso da parte degli occupanti che non hanno (e sanno di non averli) né il contratto di compravendita col Comune (che questi giammai avrebbe potuto stipulare poiché non è proprietario), men che meno posseggono un titolo edilizio che li legittimasse a fare scempio del territorio e sottrazione all’uso collettivo mediante la realizzazione dei bungalow oggetto della richiesta di sequestro”.

L’area interessata

Oggetto degli accertamenti svolti, secondo la Procura,  è un “ecomostro diffusoe “complesso residenziale di fatto” sul medesimo suolo demaniale ed un parcheggio, tutto sottoposto a vincolo paesaggistico, nonostante alcune sollecitazioni extrapenali e penali meno invasive già formulate in sede giudiziaria in occasione di specifici contenziosi.

L’area interessata dall’occupazione degli immobili è sita nel territorio di Stalettì, contrada Panaja di Caminia, in una fascia di terra compresa tra la spiaggia e la sede della linea ferroviaria Taranto-Reggio Calabria per una estensione complessiva di circa 5.700 mq. Un’area che in passato era stata di proprietà del Comune, ma che nel 1876 era divenuta proprietà demaniale a seguito di un provvedimento di esproprio da parte dell’allora Società delle Strade Ferrate per il Mediterraneo che aveva acquisito tutta quella fascia a ridosso del mare necessaria per la realizzazione dell’attuale linea ferroviaria.

A partire, soprattutto, dalla fine degli anni ’60 la detta superficie demaniale, complice la particolare bellezza del luogo e la sua vocazione turistica, è stata interessata dalla costruzione di manufatti abitativi, di varie dimensioni, adibiti a civili abitazioni soprattutto destinate a seconde case per la villeggiatura estiva.

Come hanno riscontrato gli accertamenti disposti dalla Procura, tali costruzioni sono state realizzate da parte di privati cittadini che non hanno mai posseduto alcun titolo concessorio, né tantomeno autorizzazioni edilizie. Peraltro, nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico Regionale è emerso che l’area è caratterizzata da livelli di rischi e pericoli connessi all’erosione costiera, frana e alluvione/inondazione.

Accertata la natura demaniale del terreno interessato, in ultimo ribadita da una sentenza del 2016 della Corte di Cassazione legata al contenzioso che ha interessato alcuni indagati, è stato pertanto necessario procedere al sequestro degli edifici al fine di bloccare il protrarsi del reato di impedimento dell’uso pubblico di spazio demaniale previsto dall’art. 1161 del codice di navigazione.

Gli edifici interessati dal provvedimento dopo il sequestro verranno affidati in custodia all’Ufficio Demaniale competente. Le abitazioni dovranno essere sgomberate dai rispettivi proprietari entro 90 giorni.

 

 

I militari della Guardia Costiera e dei Carabinieri

 

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