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Serrastretta, anche la cantastorie Francesca Prestia per la festa di Chanukkah

Rievoca la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme a seguito della conquistata libertà dagli Elleni

Tra canti, comunione interreligiosa all’insegna del dialogo che presuppone sempre l’adesione ai principi della tolleranza e del rispetto reciproco, e la preghiera animata dal parroco don Antonio Costantino, a Serrastretta – suggestivo borgo alle pendici della Sila –  si è svolta la festa di Chanukkah, conosciuta anche con il nome di Festa delle luci o Festa dei lumi.

“In ebraico – spiega Barbara Aiello, l’unica rabbina “riformata” donna d’Italia (in Europa le rabbine donne sono undici) rientrata a Serrastretta dalla Florida – la parola Chanukkah significa inaugurazione e rievoca la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme a seguito della conquistata libertà dagli Elleni. Gli ebrei anche allora seppero resistere contro chi voleva distoglierli dalla Torah e questa festa commemora la vittoria dello spirito sulla forza brutale che minacciava Israele nella sua vita religiosa e spirituale”.

La rabbina a Serrastretta (ma anche nelle città, sulle marine e nei piccoli  borghi dell’entroterra “dove sono disseminati  segni e stelle di David che testimoniano il radicamento ebraico e le contaminazioni culturali che arricchiscono la Calabria”)  da tempo ormai fa rivivere i tesori della tradizione ebraica  spesso con l’ausilio della cantastorie Francesca Prestia che, anche in questa occasione (assieme al  fisarmonicista Angelo Gigliotti),  ha interpretato  antichi e stupendi canti ebraici.

Con tammorra e chitarrina, la cantastorie ha eseguito: “Shalom aleichem” (canto composto nel XVII secolo da cabbalisti di Tzfat);  “Shalom Adonài” (canto composto da Francesca  Prestia in tutte le lingue parlate in Calabria: ebraico, italiano, calabrogreco, arberesh e occitano);  “Hevenu Shalom aleichem” e infine “O bella ciao”.

Con quest’ultima melodia “di origine yiddish – ha spiegato la cantastorie –  e cantata dagli ebrei nei campi di concentramento e dai partigiani e dalle partigiane ebree”, si è conclusa la festa di Chanukkah.

“Segnalando l’attualità della sapienza antica – ha detto la rabbina Aiello –  e con canti magistralmente interpretati, abbiamo voluto concludere la festa di  Chanukkah mandando, da questi luoghi ricchi di spiritualità e di bellezze naturalistiche, un forte messaggio di pace”